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maggio 2013

Parola di Giugno

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«Date, e vi sarà dato: una misura buona, pigiata, colma e traboccante,
vi sarà versata nel grembo!»
(Lc 6,38)

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Ti è mai capitato di ricevere da un amico un dono, e di sentire la necessità di contraccambiare? E di farlo, non tanto per sdebitarti, quanto per vero amore riconoscente?

Certamente, sì! Se succede a te così, puoi immaginare a Dio, a Dio che è Amore... Egli ricambia sempre ogni dono, che noi facciamo ai nostri prossimi, in nome suo. È un’esperienza che, i Cristiani veri, fanno molto spesso!

Ed, ogni volta, è una sorpresa! Non ci si abitua mai, all’inventiva di Dio. Potrei farti mille, diecimila esempi: potrei scriverne un libro... Vedresti quanto è vera quell’immagine, “una misura buona, pigiata, colma e traboccante, ti sarà versata nel grembo”: che significa l’abbondanza con cui Dio contraccambia, la sua magnanimità!

«Era già scesa la notte, su Roma... E, in quell’appartamento seminterrato, l’esiguo gruppo di ragazze, che volevano vivere il “Vangelo”, si davano la “Buona Notte ”! Ma, ecco, il campanello... Chi era, a quell’ora? Un uomo, che si presentava alla porta nel panico, disperato: il giorno dopo, l’avrebbero sfrattato di casa con la famiglia, perché non pagava l’affitto! Le ragazze si guardarono ed, in un muto accordo, aprirono il cassettino dove, in buste distinte, avevano raccolto il residuo dei loro stipendi, e un deposito per le bollette del gas, del telefono, della luce... Diedero tutto a quell’uomo, senza ragionare! Quella notte, dormirono felici. Qualcun altro avrebbe pensato a loro. Ma, ecco, che non è ancora l’alba... Il telefono squilla! “Vengo subito, con un Taxi!”, dice la voce dell’uomo. Meravigliate, per la scelta di quel mezzo, le ragazze attendono. La faccia dell’ospite dice che qualcosa è cambiato: “Ieri sera, appena tornato a casa, ho trovato un’eredità, che non avrei mai immaginato di ricevere... Il cuore mi ha detto di farne a metà con voi!”. La somma era esattamente il doppio, di quanto avevano generosamente dato!».

«Date, e vi sarà dato: una misura buona, pigiata, colma e traboccante, vi sarà versata nel grembo!».

Ne hai fatto, anche tu, l’esperienza? Se non è così, ricordati che il dono va fatto disinteressatamente, senza speranza di ritorno, a chiunque chiede... Prova! Ma fallo, non per vedere il risultato, ma perché ami Dio!

Mi dirai: “Ma, io, non ho nulla!”. Non è vero! Se vogliamo, abbiamo tesori inesauribili: il nostro tempo libero, il nostro cuore, il nostro sorriso, il nostro consiglio, la nostra cultura, la nostra pace, la nostra parola, per convincere chi ha a dare a chi non ha...

Mi dirai, ancora: “Ma, non so a chi dare!”. Guardati attorno: ti ricordi di quell’ammalato in Ospedale, di quella signora vedova sempre sola, di quel compagno rimandato così avvilito, di quel giovane disoccupato sempre triste, del fratellino bisognoso d’aiuto, di quell’amico in Carcere, di quell’apprendista esitante? È in loro, che Cristo ti aspetta! Assumi il comportamento nuovo del Cristiano – di cui è tutto impregnato il “Vangelo” – , che è quello dell’“anti-chiusura” e dell’“anti-preoccupazione”... Rinuncia a mettere la tua sicurezza nei beni della terra, e poggiati su Dio. Qui si vedrà la tua Fede in Lui, che sarà presto confermata dal dono che ti tornerà!

Ed è logico che Dio non si comporta così per arricchirti, o per arricchirci. Lo fa perché altri, molti altri, vedendo i piccoli Miracoli che raccoglie il nostro dare, facciano altrettanto!

Lo fa perché, più abbiamo, più possiamo dare; perché – da veri amministratori dei beni di Dio – facciamo circolare ogni cosa, nella Comunità che ci circonda, finché si possa dire, come della Prima Comunità di Gerusalemme: “Non v’era, fra loro, nessun povero!” (cfr. “At 4,34”).

Non senti che, con questo, concorri a dare un’anima sicura alla rivoluzione sociale, che il mondo si attende?

«Date, e vi sarà dato!». Certamente, Gesù pensava, in primo luogo, alla ricompensa che avremo in Paradiso: ma, quanto avviene su questa terra, ne è già il preludio e la garanzia!

Chiara Lubich  

Pubblicata in “Città Nuova”, 1978/10 e 2008/18, p. 9.