Parola di Aprile

Parola di vita
maggio 2016

Parola di Giugno

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«Egli abiterà con loro, ed essi saranno suoi popoli,
ed egli sarà il “Dio con loro”!»
(Ap 21,3)

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È sempre stato, il desiderio, di Dio: abitare, con noi, suo Popolo! Già le prime pagine, della “Bibbia”, ce lo mostrano, nell’atto di scendere dal Cielo, passeggiare in giardino, e conversare, con Adamo, ed Eva... Non ci ha creati, per questo? Che cosa desidera, l’amante, se non stare, con la persona amata?

Il Libro dell’“Apocalisse”, che scruta il progetto di Dio, sulla storia, ci dà la certezza, che il desiderio di Dio, si attuerà, in pienezza! Egli ha già iniziato ad abitare, in mezzo a noi, da quando è venuto Gesù, l’“Emmanuele”, il “Dio con noi”... Ed ora, che Gesù è risorto, la sua presenza non è più limitata, a un luogo, o a un tempo: si è dilatata, sul mondo intero! Con Gesù, è iniziata la costruzione, di una nuova comunità umana, originalissima: un Popolo, composto da molti Popoli... Dio non vuole abitare, soltanto nella mia anima, nella mia famiglia, nel mio Popolo, ma, tra tutti i Popoli, chiamati a formare un Popolo solo! D’altra parte, l’attuale mobilità umana sta cambiando il concetto stesso di Popolo... In molte Nazioni, il Popolo è composto, ormai, da molti Popoli!

Siamo così diversi, per colore della pelle, cultura, Religione... Ci guardiamo, spesso, con diffidenza, sospetto, paura! Ci facciamo guerra, gli uni gli altri! Eppure, Dio è Padre di tutti: ci ama tutti, ed ognuno... Non vuole abitare, con un Popolo – “il nostro, naturalmente”, ci verrebbe da pensare – , e lasciare da soli gli altri Popoli! Per lui, siamo tutti figli, e figlie, suoi: un’unica famiglia...

Esercitiamoci, dunque, guidati dalla “Parola di Vita”, di questo mese, ad apprezzare la diversità, a rispettare l’altro, a guardarlo come una persona, che mi appartiene: io sono l’altro, l’altro è me; l’altro vive in me, io vivo nell’altro! Cominciando, dalle persone, con le quali vivo, ogni giorno... In questo modo, possiamo fare spazio, alla presenza di Dio, tra noi! Sarà Lui, a comporre l’unità: a salvaguardare l’identità di ogni Popolo, a creare una nuova socialità!

Lo aveva intuito, Chiara Lubich, già nel 1959, in una pagina, di estrema attualità, e di incredibile profezia: «Se, un giorno, gli uomini, ma non come singoli, bensì come Popoli [...], sapranno posporre, loro stessi, l’idea, che essi hanno, della loro patria, [...] e questo lo faranno, per quell’amore reciproco, fra gli Stati, che Dio domanda, come domanda l’amore reciproco, tra i fratelli: quel giorno, sarà l’inizio di una nuova era, perché, quel giorno [...], sarà vivo, e presente, Gesù, fra i Popoli [...]!

Sono, questi, i tempi [...], in cui, ogni Popolo, deve oltrepassare il proprio confine, e guardare al di là; è arrivato il momento, in cui la patria altrui va amata, come la propria: in cui, il nostro occhio, ha da acquistare, una nuova purezza! Non basta, il distacco, da noi stessi, per essere Cristiani... Oggi, i tempi domandano, al seguace di Cristo, qualcosa di più: una coscienza sociale, del Cristianesimo [...]!

[...] Noi speriamo, che il Signore abbia pietà, di questo mondo diviso, e sbandato, di questi Popoli rinchiusi, nel proprio guscio, a contemplare la propria bellezza – per loro, unica – , limitata, ed insoddisfacente, a tenersi, coi denti stretti, i propri tesori – anche quei beni, che potrebbero servire, ad altri Popoli, presso i quali si muore di fame – , e faccia crollare le barriere, e correre, con flusso ininterrotto, la carità, tra terra, e terra, torrente di beni spirituali, e materiali!

Speriamo, che il Signore componga un ordine nuovo, nel mondo: Egli, il solo, capace di fare, dell’umanità, una famiglia, e di coltivare quelle distinzioni, fra i Popoli, perché, nello splendore di ciascuno, messo a servizio dell’altro, riluce l’unica luce di vita che, abbellendo la patria terrena, fa, di essa, un’anticamera, della Patria Eterna!» (“Maria, vincolo di unità tra i Popoli”, in “La Dottrina Spirituale”, “Città Nuova”, Roma 2006, pag. 327-329).

Fabio Ciardi