Parola di Ottobre

Parola di vita
novembre 2012

Parola di Dicembre

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«Se uno mi ama, osserverà la mia parola, e il Padre mio lo amerà,
e noi verremo a lui, e prenderemo dimora presso di lui!»
(Gv 14,23)

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Gesù sta rivolgendo agli Apostoli i suoi grandi ed intensi “Discorsi di Addio”, e li assicura, fra il resto, che essi lo avrebbero visto di nuovo, perché egli si sarebbe manifestato a coloro che lo amano!

Giuda, non l’Iscariota, gli domanda, allora, come mai egli si sarebbe manifestato a loro, e non in pubblico... Il Discepolo desiderava una grande manifestazione esterna di Gesù, che avrebbe potuto cambiare la storia, e sarebbe stata più utile, secondo lui, alla salvezza del mondo! Gli Apostoli, infatti, pensavano che Gesù fosse il Profeta tanto atteso degli ultimi tempi, il quale avrebbe fatto la sua comparsa rivelandosi al cospetto di tutti come il Re d’Israele e, mettendosi alla testa del Popolo di Dio, avrebbe instaurato definitivamente il Regno del Signore.

Gesù risponde, invece, che la sua manifestazione non sarebbe avvenuta in modo spettacolare ed esterno... Essa sarebbe stata una semplice, straordinaria “venuta” della Trinità nel cuore del fedele, che si attua là dove vi è fede ed amore!

Con questa risposta, Gesù precisa in quale modo egli rimarrà presente in mezzo ai suoi, dopo la sua morte, e spiega come sarà possibile avere contatto con lui.

«Se uno mi ama, osserverà la mia parola, e il Padre mio lo amerà, e noi verremo a lui, e prenderemo dimora presso di lui!».

La sua presenza, dunque, si può realizzare fin d’ora nei Cristiani, ed in mezzo alla Comunità; non occorre aspettare il futuro! Il Tempio che la accoglie non è tanto quello fatto di muri, ma il cuore stesso del Cristiano, che diventa così il nuovo Tabernacolo, la viva dimora della Trinità.

«Se uno mi ama, osserverà la mia parola, e il Padre mio lo amerà, e noi verremo a lui, e prenderemo dimora presso di lui!».

Ma come può, il Cristiano , arrivare a tanto? Come portare, in sé, Dio stesso? Quale la via, per entrare in questa profonda comunione con lui?

È l’amore verso Gesù!

Un amore che non è mero “sentimentalismo”, ma si traduce in vita concreta e, precisamente, nell’osservare la sua Parola.

È a quest’amore del Cristiano, verificato dai fatti, che Dio risponde col suo amore: la Trinità viene ad abitare in lui!

«Se uno mi ama, osserverà la mia parola, e il Padre mio lo amerà, e noi verremo a lui, e prenderemo dimora presso di lui!».

«...Osserverà la mia Parola!».

E quali sono le parole, che il Cristiano è chiamato ad osservare?

Nel “Vangelo di Giovanni”, “le mie parole” sono, spesso, sinonimo di: “i miei Comandamenti”! Il Cristiano è, dunque, chiamato ad osservare i “Comandamenti” di Gesù. Essi, però, non vanno tanto intesi come un catalogo di “Leggi”... Occorre, piuttosto, vederli tutti sintetizzati, in quello che Gesù ha illustrato con la “Lavanda dei Piedi”: il “Comandamento” dell’amore reciproco! Dio comanda ad ogni Cristiano di amare l’altro fino al dono completo di sé, come Gesù ha insegnato ed ha fatto.

«Se uno mi ama, osserverà la mia parola, e il Padre mio lo amerà, e noi verremo a lui, e prenderemo dimora presso di lui!».

E come, allora, vivere bene questa “Parola”? Come arrivare al punto, in cui il Padre stesso ci amerà, e la Trinità prenderà dimora in noi?

Attuando, con tutto il nostro cuore, con radicalità e perseveranza, appunto, l’amore reciproco fra noi!

In questo, principalmente, il Cristiano trova anche la via di quella profonda “Ascetica” Cristiana, che il Crocifisso esige da lui... È lì, infatti, nell’amore reciproco, che fioriscono nel suo cuore le varie virtù, ed è lì che può corrispondere alla “chiamata” della propria Santificazione!

 Chiara Lubich