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Parola di vita
novembre 2017

Parola di Dicembre

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«Chi tra voi è più grande, sarà vostro servo!»
(Mt 23,11)

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Gesù, rivolgendosi alla folla, che lo seguiva, annunciava la novità dello stile di vita, di quelli che vogliono essere suoi discepoli: uno stile “controcorrente”, rispetto alla mentalità più diffusa...
Al suo tempo, come anche oggi, era facile fare discorsi moralistici e, poi, non vivere coerentemente, ma, piuttosto, cercare, per sé, posti di prestigio, nel contesto sociale: modi, per emergere, e servirsi degli altri, per ottenere vantaggi personali!
Ai suoi, Gesù chiede di avere tutt’altra logica, nelle relazioni con gli altri: quella, che Egli stesso ha vissuto...

“Chi tra voi è più grande, sarà vostro servo!”.

In un incontro, con persone desiderose di scoprire come vivere il “Vangelo”, Chiara Lubich ha, così, condiviso la sua esperienza spirituale...
“Si deve sempre puntare lo sguardo, nell’unico Padre, di tanti figli! Poi, guardare tutte le creature, come figlie di un unico Padre... Gesù, modello nostro, ci ha insegnato due sole cose, che sono una: ad essere figli, di un solo Padre, e ad essere fratelli, gli uni degli altri... Dio, dunque, ci chiamava alla fratellanza universale!”.
Ecco, la novità: amare tutti, come ha fatto Gesù, perché tutti sono – come me, come te, come ogni persona, sulla terra – , figli di Dio, amati, e attesi, da sempre, da Lui!
Si scopre, così, che il fratello, da amare concretamente, anche con i muscoli, è ognuna, di quelle persone, che incontriamo, quotidianamente... È il papà, la suocera, il figlio piccolo, e quello ribelle; il carcerato, il mendicante, e il disabile; il capo ufficio, e la signora delle pulizie; il compagno di partito, e chi ha idee politiche diverse dalle nostre; chi è della nostra fede, e cultura, come pure lo straniero!
L’atteggiamento, tipicamente Cristiano, per amare il fratello, è servirlo...

“Chi tra voi è più grande, sarà vostro servo!”.

Ancora, Chiara: “Aspirare, costantemente, al primato evangelico, col mettersi, il più possibile, al servizio del prossimo! [...] E quale è, il modo migliore, per servire? Farsi uno, con ogni persona, che incontriamo, sentendo, in noi, i suoi sentimenti: risolverli, come cosa nostra, fatta nostra, dall’amore! [...] Cioè, non vivere più ripiegati, su noi stessi: cercare di portare i suoi pesi, di condividere le sue gioie!”.
Ogni nostra capacità, e qualità, positiva, tutto quello, per cui possiamo sentirci “grandi”, è una imperdibile opportunità, di servizio: l’esperienza sul lavoro, la sensibilità artistica, la cultura, ma anche la capacità di sorridere, e di far sorridere; il tempo da offrire, per ascoltare chi è nel dubbio, o nel dolore; le energie della giovinezza, ma anche la forza della preghiera, quando, quella fisica, viene a mancare...

“Chi tra voi è più grande, sarà vostro servo!”.

E questo amore evangelico, disinteressato, prima, o poi, accende, nel cuore del fratello, lo stesso desiderio di condivisione, rinnovando i rapporti in famiglia, in Parrocchia, nei luoghi di lavoro, o di svago, e mettendo le basi, per una nuova società!
Hermez, adolescente, del Medio Oriente, racconta: “Era Domenica e, appena sveglio, ho chiesto, a Gesù, di illuminarmi, nell’amare, durante tutto il giorno! Mi sono accorto, che i miei genitori erano andati a Messa, e mi è venuta l’idea di pulire, e sistemare la casa... Ho cercato, di curare ogni particolare, perfino i fiori sul tavolo! Poi, ho preparato la colazione, sistemando ogni cosa... Al rientro, i miei genitori erano sorpresi, e felicissimi, di quanto avevano trovato! Quella Domenica, abbiamo fatto colazione, nella gioia, come mai era successo, dialogando su tante cose, e ho potuto condividere, con loro, le molte esperienze, vissute durante tutta la settimana... Quel piccolo atto di amore, aveva dato il «là», ad una bellissima giornata!”.

Letizia Magri