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ottobre 2012

Parola di Novembre

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«Sulla tua parola, getterò le reti!»
(Lc 5,5)

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Gesù, quando finì di insegnare, seduto sulla barca di Simone, disse a lui e ai suoi compagni di gettare le reti in mare; e Simone, pur affermando che tutta la notte avevano faticato invano, soggiunse: «Sulla tua parola, getterò le reti!».

E, gettatele, furono talmente ripiene di pesci, che si rompevano! Vennero, allora, dei compagni ad aiutarlo, e riempirono essi pure le barche a tal punto, che quasi affondavano. Simone, assai stupito, come lo erano anche Giacomo e Giovanni, suoi compagni, si gettò allora ai piedi di Gesù, pregandolo di allontanarsi da lui peccatore. Ma Gesù gli disse di non temere: da quel momento, sarebbe diventato pescatore di uomini... E, da quell’istante, Simone, Giacomo e Giovanni divennero suoi Discepoli!

Questo è il racconto della “pesca miracolosa”, che simboleggia la futura Missione degli Apostoli. Il comportamento di Pietro è modello, non solo per gli altri Apostoli, e per coloro che gli succederanno, ma anche per ogni Cristiano.

«Sulla tua parola, getterò le reti!».

Dopo una notte infruttuosa, Pietro, esperto nella pesca, avrebbe potuto sorridere, e rifiutarsi di accettare l’invito di Gesù a gettare le reti di giorno, momento meno propizio... Invece, passando oltre il suo ragionamento, si fidò di Gesù!

È questa una situazione tipica, attraverso la quale anche oggi ogni credente, proprio perché credente, è chiamato a passare. La sua Fede, infatti, è messa alla prova in mille modi.

Seguire Cristo, significa decisione, impegno e perseveranza: mentre, in questo mondo in cui viviamo, tutto sembra invitare al rilassamento, alla mediocrità, al “lasciar perdere”... Il compito appare troppo grande, impossibile a raggiungersi, e fallito in anticipo!

Occorre, allora, la forza di andare avanti, di resistere all’ambiente, al contesto Sociale, agli amici, ai “Mass-Media”...

È una prova dura, da combattere giorno per giorno: o, meglio, ora per ora!

Ma, se la si affronta e la si accoglie, essa servirà a farci maturare come Cristiani: a farci sperimentare che le straordinarie parole di Gesù sono vere, che le sue promesse si attuano; che si può intraprendere nella vita un’avventura Divina, mille volte più affascinante di quante altre ne possiamo immaginare: dove possiamo essere testimoni, ad esempio, che mentre nel mondo la vita è spesso così stentata, piatta ed infruttuosa, Dio ricolma di ogni bene chi lo segue; dà il “centuplo” in questa vita, oltre alla Vita Eterna! È la “pesca miracolosa”, che si rinnova!

«Sulla tua parola, getterò le reti!».

Come mettere in pratica, allora, questa “Parola”?

Facendo anche noi la scelta di Pietro: «Sulla tua “Parola”...». Aver fiducia nella sua “Parola”; non mettere il dubbio su ciò che Egli chiede. Anzi: basare il nostro comportamento, la nostra attività, la nostra vita, sulla sua “Parola”!

Fonderemo, così, la nostra esistenza su ciò che vi è di più solido, sicuro: e contempleremo, nello stupore, che proprio là dove ogni risorsa umana viene meno, Egli interviene, e che là, dove è umanamente impossibile, nasce la vita!

Chiara Lubich  

Pubblicata in “Città Nuova”, 1983/2, pp. 40-41.