Parola di Agosto

Parola di vita
settembre 2014

Parola di Ottobre

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«Accoglietevi, gli uni gli altri, come Cristo ha accolto voi, per la gloria di Dio!»
(Rm 15,7)

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Queste parole, sono una delle raccomandazioni finali, rivolte da San Paolo, nella sua Lettera ai Cristiani di Roma! Questa Comunità, come del resto tante altre, sparse nel mondo Greco-Romano, era formata da credenti, che provenivano, in parte, dal Paganesimo, ed in parte, dal Giudaismo: quindi, con mentalità, formazione culturale, e sensibilità spirituale, molto diverse... Questa diversità dava adito a giudizi, prevenzioni, discriminazioni ed intolleranze, degli uni, verso gli altri, che, certamente, non si accordavano, con quella accoglienza reciproca, che Dio avrebbe voluto da loro!

Per aiutarli, a superare tali difficoltà, l’Apostolo non trova mezzo più efficace, che farli riflettere sulla grazia, della loro conversione! Il fatto, che Gesù li avesse chiamati alla fede, comunicando loro il dono del suo Spirito, era la prova tangibile dell’amore, con cui Gesù aveva accolto ciascuno di loro... Nonostante il loro passato, e diversità di provenienza, Gesù li aveva accolti, per formare un solo corpo!

“Accoglietevi, gli uni gli altri, come Cristo ha accolto voi, per la gloria di Dio!”.

Queste parole, di San Paolo, ci richiamano uno degli aspetti più toccanti, dell’amore di Gesù... È l’amore, con cui Gesù, durante la sua vita terrena, ha sempre accolto tutti: in modo particolare, i più emarginati, i più bisognosi, i più lontani! È l’amore, con cui Gesù ha offerto a tutti la sua fiducia, la sua confidenza, la sua amicizia, abbattendo, ad una ad una, le barriere, che l’orgoglio e l’egoismo umano avevano eretto, nella società del suo tempo... Gesù è stato la manifestazione dell’amore, pienamente accogliente, del Padre Celeste, verso ciascuno di noi, e dell’amore che, di conseguenza, noi dovremmo avere, gli uni verso gli altri! È questa, la prima volontà del Padre, su di noi; per cui, non potremmo rendere al Padre una gloria più grande, di quella che gli rendiamo, quando cerchiamo di accoglierci, gli uni gli altri, a quel modo, con cui Gesù ha accolto noi!

“Accoglietevi, gli uni gli altri, come Cristo ha accolto voi, per la gloria di Dio!”.

Come vivremo, allora, la “Parola di Vita”, di questo mese? Essa richiama la nostra attenzione, su uno degli aspetti del nostro egoismo più frequenti e, diciamo pure, più difficile da superare: la tendenza ad isolarci, a discriminare, ad emarginare, ad escludere l’altro, in quanto è diverso da noi, e potrebbe disturbare la nostra tranquillità...

Cercheremo, allora, di vivere questa “Parola di Vita”, innanzitutto, all’interno delle nostre famiglie, Associazioni, Comunità, gruppi di lavoro, eliminando in noi i giudizi, le discriminazioni, le prevenzioni, i risentimenti, le intolleranze, verso questo, o quel prossimo, così facili, e così frequenti, che tanto raffreddano, e compromettono i rapporti umani, ed impediscono, bloccando come una ruggine, l’amore vicendevole!

E, poi, nella vita sociale, in genere, proponendoci di testimoniare l’amore accogliente di Gesù, verso qualsiasi prossimo il Signore ci metta accanto: specialmente, quelli che l’egoismo sociale tende, più facilmente, ad escludere, o ad emarginare...

L’accoglienza dell’altro, del diverso da noi, sta alla base dell’amore Cristiano! È il punto di partenza, il primo gradino, per la costruzione di quella civiltà dell’amore, di quella cultura di comunione, alla quale Gesù ci chiama, soprattutto oggi!

Chiara Lubich 

Pubblicata in “Città Nuova” 1992/22, pp. 32-33.