P. QUIRICO MARTINELLI DA MIRPUR

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Il Santuario della Madonna del Rosario, a Rajarampur... FR. ETTORE CASERINI (1932-2016), Missionario del Pime in Bangladesh!

Ricordando
Fr. Ettore Caserini...

BANGLADESH

FRATEL ETTORE CASERINI

E, così, anche il nostro carissimo Fratel Ettore, ci ha lasciato! In punta di piedi, quasi senza voler disturbare troppo, come era vissuto: una vita semplice, piena di amore, per il Signore, e di servizio, per la gente, che amava...

Gli avevo fatto questa foto, anni fa, e gli era piaciuta moltissimo: era orgoglioso, del suo campanile, con cui aveva abbellito il Santuario!

"Tienila, da conto, per la mia tomba!", mi aveva detto... La mando, ora, un po' a tutti, per vedere, se è possibile, esaudire il suo desiderio!

Perito industriale, ed esperto meccanico, dopo sei anni, passati in India, arriva, in Bangladesh, nel 1972 e, qui, lavora, per più di quarant’anni: prima, nella "Novara Technical School", come insegnante, e direttore, per dieci anni; poi, nel villaggio di Putimari, lontano da tutte le Missioni (quasi un "eremita", ma, sempre, con tanta gente, intorno...), per sedici anni, ed, infine, negli ultimi anni, come "custode", del Santuario, della "Madonna del Rosario", a Rajarampur, alla "periferia" di Dinajpur, per una decina d'anni!

Dice, il nostro P. Giulio Berruti: "Aveva, tre qualità!"... La povertà (viveva, poveramente, con pochissime esigenze personali, sia nel mangiare: è famosa la sua minestra, di verdure, che, fatta al Lunedì, durava, riscaldata, per tutta la settimana; sia nel vestire, che nell'alloggio!); l'umiltà (parlava poco, ed era un tipo schivo, da non mettersi in mostra, qualunque cosa facesse!); e l’operosità (sempre in movimento, gli piaceva lavorare, con le proprie mani, sia nel reparto di Meccanica, della "Scuola Tecnica", dove era un bravo insegnante, per i ragazzi, sia nei campi, come agricoltore, quando passò sedici anni, nel villaggio di Putimari, e anche come custode del Santuario, quando rinnovò, e abbellì, il giardino del Santuario, con le tavole della "Via Crucis", e dei "Misteri del Rosario", sparse, in mezzo alle piante di noce, di cocco, di mango, e di papaia! Si alzava, prestissimo, al mattino, "Per mettere a posto le cose, col Signore!", diceva, prima di mettersi a lavorare, con gli uomini: "Tanto, io dormo, poco!", si scherniva... "Da non tacere, il suo difetto principale!", dice, il Giulio: la caparbietà (era un "testone", e non ascoltava, facilmente, i consigli, e non si fermava, davanti a nessuna difficoltà...), e la gente gli voleva un gran bene, perché vedeva, al di là delle apparenze, talvolta "burbere", un gran cuore!

Un piccolo ricordo personale...

Quando, nel 2004, era tornato dalla sua esperienza, nella Papua Nuova Guinea, non in buona salute e, un po' scoraggiato, era andato ad Esino Lario, per curarsi, e riprendersi un po'... Nel frattempo, era venuto, in Italia, il Vescovo di Dinajpur, Moses, e mi aveva chiesto di accompagnarlo, a trovare l'Ettore, dato che, anch'io, mi trovavo, in Italia, a quel tempo!

Arrivati alla Casa del "Pime", di Esino Lario, scesi dalla macchina, vediamo l'Ettore, che esce dal bosco, con un bastone, in mano: era andato, a fare il suo giro quotidiano, su, per i monti!

Appena ci vide, ci accolse, con gioia, e il Vescovo Moses gli disse, subito: "Cosa fai, qui, in Italia? Vieni, in Bangladesh! Il P. Pesce è morto e, al Santuario della Madonna di Rajarampur, non c'è più nessuno... Potresti stare là, come custode, del Santuario, per accogliere i Pellegrini!".

Ettore, raggiante, ma senza rispondere, prese il Vescovo, per mano, e lo portò, subito, vicino al telefono, all'interno della casa, fece il numero, del Superiore Generale, allora, P. Zanchi, e gli disse: "C'è, qui, il Vescovo di Dinajpur, che vuole parlarti!", e diede il telefono, al Vescovo, e, così, il suo ritorno, in Bangladesh, era assicurato... Tornò, rinato, e pieno di nuovo entusiasmo, in Bangladesh! "L'ultimo, ma il più grande amore, della mia vita!", come diceva lui!

Riposa in pace, caro Ettore, e prega, per noi, il Signore, perché abbiamo ad amarlo, anche noi, con tutto il cuore, e amare la nostra gente, nella semplicità di vita, come hai fatto tu!
Un grande abbraccio, da tutti noi!

P. QUIRICO MARTINELLI

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Sabato 9 Aprile 2016, alle ore 14,20, nella Casa del "Pime" di Rancio di Lecco, per neoplasia polmonare, è spirato Fratel Ettore Caserini, di anni 83.

Era nato a Pizzighettone, Cremona, il 20 Luglio 1932. Conseguito il Diploma di "Perito Industriale" presso l’Istituto Tecnico Industriale "G. Feltrinelli" di Milano, entra nell’Istituto il 29 Gennaio 1961, a Busto Arsizio. Destinato all’India, nel 1966, è responsabile – in "équipe", con Fr. Davide Giani, e Fr. Luigi Crippa – della "St. Xavier Industrial School", di Eluru.

Nel 1972, viene trasferito alla Missione del Bangladesh, che rimarrà la sua Missione "del cuore", e alla quale dedicherà tutta la vita, pur con brevi interruzioni, per servizi in Italia (dal 1998, al 2001, è Superiore Delegato dei "Missionari Laici"), e in Papua Nuova Guinea (dal 2002, al 2004).

Ha passato gli ultimi anni, della sua vita Missionaria, in Bangladesh (dal 2004, al 2014), come "custode" del Santuario della "Madonna del Rosario", a Rajarampur.

Rientrato, definitivamente, in Italia, nel 2014, per motivi di salute, si era trasferito a Rancio di Lecco.