ESERCIZI DI SCRITTURA     "MIO SIGNORE, E MIO DIO!"     DIARIO

Mi chiamo Tommaso, detto Didimo,
che vuol dire gemello!
Gemello, di chi?
Di me stesso, dove convivono fede e incredulità,
e poi di ogni uomo,
perché ognuno di noi, nella vita, è come su un crinale:
oscilla tra la fede e l’incredulità, tra il Tutto e il Nulla.
Io, gemello di te, fratello ateo:
io, gemello di te, fratello mistico.
Io, che non ho creduto all’annuncio di Maria Maddalena:
non ho creduto ai miei amici,
condiscepoli dello stesso Maestro;
io, ingiustificato assente nel Cenacolo,
e poi capace di pronunciare l’atto di fede più sublime,
di tutto il Vangelo:
"Mio Signore, e mio Dio!".

"Beati coloro che, pur non avendo visto, crederanno!".
Sono l’ultimo dei testimoni, e il primo dei credenti.
Sono ogni uomo e ogni donna che, leggendo il Vangelo,
crederanno che Lui è la luce.
Sono l’ateo in ricerca, lo scettico che brancola nel buio:
sono il dubbioso, il filosofo, il poeta,
che cercano Dio, come naufraghi nella notte.
Sono il martire che, credendo, dà la vita per Cristo.
Sono te, che mi ascolti:
che ora, sulla Parola,
pur non avendo visto, crederai!

( SR. ANGELA BENEDETTA SOGLIA, "Clarissa" )