I "nodi" irrisolti, il "ruolo" di "Usa" e Cina, il "non ruolo" dell’Europa

RITAGLI     Africa, le finte «svolte»     MISSIONE AMICIZIA
di un "Continente" in "chiaro-scuro"

Giulio Albanese
("Avvenire", 26/2/’10)

Segnali "contraddittori" caratterizzano il panorama "geo-politico" africano in questi primi due mesi del 2010. A partire proprio dal recentissimo "accordo" di "pace" tra il "Governo" di "Khartoum" e i "ribelli" darfuriani del "Justice and Equality Movement". Sulla "carta", l’intesa servirebbe a normalizzare la situazione nella tormentata "regione" del Sudan, anche se l’"esercito regolare" si è scontrato con alcune "formazioni ribelli" proprio nello stesso giorno in cui il "Presidente" sudanese Omar Hassan Al-Bashir annunciava la fine delle "ostilità". In effetti, il principale motivo di incertezza sul processo di "pacificazione" viene dalla mancanza di adesione all’"accordo" da parte della più importante "fazione ribelle" darfuriana, quella del "Sudan Liberation Army", capeggiata da Abdel Wahed Mohamed Al-Nur.
Considerando che Bashir non è mai stato un personaggio "affidabile", peraltro con un "mandato" di "cattura" "internazionale" sulle spalle, gli "osservatori" invitano alla prudenza.
Intanto, nel
Niger è stato appena destituito il "Presidente" Mamadou Tandja, il quale aveva fatto carte false lo scorso anno per rimanere in carica a tempo "indeterminato". E sebbene la "giunta militare" abbia promesso di restituire presto il "potere" ai "civili" restaurando l’ordine "democratico", non pochi "analisti" temono che il "Paese" finisca dalla padella alla brace. Come se non bastasse, la situazione è sempre "incandescente" in Costa d’Avorio, dove un paio di settimane fa l’"opposizione" è scesa in campo per contestare la decisione del "Presidente" Laurent Gbagbo di sciogliere "Governo" e "commissione elettorale". Sta di fatto che la "mobilitazione" ha costretto Gbagbo a correre ai ripari, dando il via libera per un "esecutivo" di "unità nazionale", con la promessa che entro la fine di Aprile, al massimo i primi di Maggio, si svolgeranno le agognate "presidenziali". Nel frattempo, rimangono drammaticamente irrisolte le questioni della "crisi somala", della "guerra fredda" tra Etiopia ed Eritrea, e la cronica "instabilità" nel "Nord-Est" dell’"Ex-Zaire".
A questo "scenario", già così complesso, si potrebbero aggiungere il "malessere" della
Guinea Conakry, nel pieno di una delicata fase di "transizione" innescata da un "golpe" nel Dicembre 2008. Mentre, più a "meridione", nell’"Africa Australe", vi sono "Paesi" che patiscono un grave "deficit" di "democrazia", come lo Zimbabwe, ancora "ostaggio" del "Presidente" Mugabe, e l’Angola, alle prese con la più "riottosa" delle sue "province", la "Cabinda". Nel complesso si ha l’impressione che, nonostante gli sforzi profusi sul piano "formale" dalla "diplomazia internazionale", qualsiasi positivo segnale di "svolta" debba essere preso col beneficio d’inventario, a cominciare dai casi del Darfur e della Costa d’Avorio.
L’
"Unione Africana" appare così sempre più come una sorta di "conglomerato acefalo", "ostaggio" di vecchie "oligarchie" non meno che di "potentati stranieri" bramosi di "fonti energetiche". Non è un caso se il Darfur galleggia sull’"oro nero", il Niger dispone di "giacimenti" di "uranio", la Costa d’Avorio di "riserve" di "idrocarburi" "off-shore", per non parlare dell’allegro "business petrolifero" angolano.
Le "promesse" di
Barack Obama di promuovere un nuovo corso, per il momento sono rimaste nell’aria, e la "Casa Bianca" continua a concentrarsi su questioni "interne" impellenti, come la "riforma sanitaria". Il "Governo" di Pechino approfitta della relativa "disattenzione" "Usa", continuando la "penetrazione" in Africa. Una "colonizzazione" realizzata senza mobilitare "eserciti", trasferendo "capitali" a dismisura ed inglobando (con laute "parcelle") i "gruppi" di "potere" "locale". In questo contesto, l’Europa – nonostante interessanti ma episodiche iniziative di singoli "Stati", Italia compresa – finora ha fatto la "bella addormentata", quando potrebbe essere promotrice di nuovi "assetti", a partire dalla divisione dei compiti e delle funzioni tra "Nord" e "Sud" del "Mondo". Una "sfida" che sarebbe grave ignorare.