L’"annuncio" nel tempo della "crisi"

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Papa Benedetto XVI ci ricorda l'importanza di annunciare il Vangelo, perché la Luce di Dio raggiunga tutti i Popoli del Mondo...

Giulio Albanese
("Avvenire", 23/10/’11)

La "Giornata Missionaria Mondiale" che la Chiesa Cattolica celebra in questa Domenica di Ottobre è un appuntamento dalla forte valenza Ecclesiale, che dovrebbe scuotere le coscienze su scala Planetaria! Non foss’altro perché mai come oggi è necessario Evangelizzare una società globalizzata, segnata non solo da una crisi sistemica dei mercati finanziari, ma soprattutto da una deriva antropologica, per certi versi molto più inquietante, per le sue immediate ripercussioni sulla persona umana creata ad immagine di Dio. È vero che quanti hanno provato lo "choc" della precarietà o l’angoscia delle tragiche ambiguità impresse dalla storia si accostano più di altri al mistero di Dio, ma oggi s’impone l’urgenza di testimoniare le verità Evangeliche a tutti, animati dall’intento di renderle intelligibili al mondo intero. Paolo VI, nell’Esortazione Apostolica "Evangelii nuntiandi", scriveva che «l’uomo contemporaneo ascolta più volentieri i testimoni che i maestri, o se ascolta i maestri lo fa perché sono dei testimoni!». Il Cristianesimo, infatti, è una Religione che non si limita ad enunciare i valori ma esige che essi vengano autenticamente testimoniati, non ammettendo la separazione tra "princìpi" enunciati ed incarnati. Un’istanza dunque di grande attualità, in linea con gli "Orientamenti Pastorali", "Educare alla vita buona del Vangelo", offerti dal nostro Episcopato per il "Decennio" in corso, e che "Missio" – Organismo Pastorale della "Cei" – riafferma con forza oggi, proponendo per questa "Giornata Mondiale" uno "slogan" – «Testimoni di Dio» – più che eloquente.
La
Missione – si dice, certo non senza ragioni – sarebbe ormai da circoscrivere al nostro Paese! Eppure proprio oggi, per quanto sia evidente il "deficit" di testimonianza nei comportamenti più quotidiani (in parte a causa dell’immobilismo di alcune tradizionali "agenzie educative"), c’è davvero bisogno di promuovere un sussulto di Missionarietà, nella consapevolezza che essa rappresenta l’antidoto nei confronti di processi devastanti di "Mondializzazione", che penalizzano fortemente l’uomo, e dunque lo stesso dettato Evangelico. Non ignoriamo chi nella Chiesa inquina la testimonianza con scandali ingiustificabili, ma è importante oggi ricordare anche quanti in vari Paesi del "Sud del Mondo" hanno versato il loro sangue a causa della fede, fino al Martirio. Ecco perché, in questa Domenica Missionaria, non possiamo fare a meno di rivolgere il pensiero a Padre Fausto Tentorio, ucciso Lunedì scorso a Mindanao, nelle Filippine. La sua morte, ultima di una lunga serie, ci interpella sul perché ha dato la vita per la causa del Regno, difendendo fino all’ultimo i diritti degli oppressi in una remota periferia del mondo. Una scelta all’insegna dell’autenticità e della gratuità, distante anni luce da certo algido "bigottismo" dei "benpensanti". Padre Fausto, come tanti altri Apostoli del Vangelo impegnati nell’Evangelizzazione "Ad Gentes", ha reso onore al nostro Paese, proprio nel "150esimo" dell’"Unità d’Italia".
Nella "Giornata Missionaria Mondiale" siamo chiamati ad offrire sostegno spirituale e materiale alle giovani Chiese, attraverso le
"Pontificie Opere Missionarie", ma non mancheremo di leggere nelle loro vicende la forza limpida della testimonianza che ci restituiscono giorno per giorno. Una cosa è certa: «Il Vangelo non è un bene esclusivo di chi lo ha ricevuto – ci ricorda Benedetto XVI nel suo "Messaggio" – , ma è un dono da condividere, una bella notizia da comunicare! E questo "dono-impegno" è affidato non soltanto ad alcuni, bensì a tutti i Battezzati, i quali sono "stirpe eletta, gente Santa, Popolo che Dio si è acquistato", perché proclami le sue opere meravigliose!». Monsignor Guido Maria Conforti, Fondatore dei "Missionari Saveriani", e Don Luigi Guanella, Apostolo dei "sofferenti" – che proprio oggi il Papa proclama "Santi" – , ci aiuteranno ad essere, senza più esitazioni, testimoni di Dio!