"GIORNATE MONDIALI DELLA GIOVENTÙ"

Padre Eric Jacquinet,
"responsabile" della "Sezione Giovani" del "Pontificio Consiglio per i Laici":
«Milioni di ragazzi hanno scoperto che il Papa e la "Chiesa" sono loro vicini.
Dal 1985 ad oggi, il "metodo" delle "Giornate" ha insegnato
che "catechesi", "preghiera" e "creatività" sono sempre "decisive"».

RITAGLI     «"Gmg", 25 anni senza "invecchiare"»     DOCUMENTI

«Quando vedi milioni di tuoi "coetanei",
capisci che la tua piccola "esperienza" non è "isolata", ma altri la "condividono"».

La Croce e i giovani: un momento della Giornata Mondiale della Gioventù di Sydney, nel Luglio 2008...

Fabrizio Alessandri
("Avvenire", 23/3/’10)

Padre Eric Jacquinet, "francese", della "Comunità dell’Emmanuele", dal 2009 "responsabile" della "Sezione Giovani" del "Pontificio Consiglio per i Laici", partecipò da "studente" all’incontro con il Papa nell’85 – data della prima "Gmg" – , da "Seminarista" alla "Gmg" dell’89 a Santiago, da "Parroco" a Lione alla "Giornata" di Parigi nel ’97. A Sydney invece c’è andato «per capire come funziona l’"organizzazione" di una "Gmg", prima di cominciare il mio nuovo "incarico"». Alla vigilia dei "25 anni" delle "Giornate Mondiali" (Giovedì con il Papa a Roma, Domenica in tutte le "Diocesi"), riflette sulla "Generazione-Gmg".

Qual è stata la "novità" delle "Gmg"?

«"Generazioni" di "giovani" hanno scoperto che il Papa e la "Chiesa" sono loro vicini. Ma anche che la Chiesa si occupa dei "giovani", e questo si vede pubblicamente, in un grande incontro "internazionale". Quando vedi milioni di tuoi "coetanei" in una "Gmg", capisci che la tua piccola esperienza personale in "Parrocchia" non è isolata, ma altri la sperimentano. È un forte "incoraggiamento"».

Cosa cambierà da Sydney a Madrid?

«Il "programma" generale è lo stesso ma cambieranno gli "orari", visto che a Madrid tra le due e le cinque del pomeriggio non si potrà fare nulla per il "caldo", e anche la "Via Crucis" sarà diversa perché si pensa di utilizzare le "statue tradizionali spagnole" che in ogni città si portano in "processione". E ci saranno più "giovani", dai 400mila di Sydney prevediamo ne arrivino forse fino a due milioni».

Come influenzerà la "Gmg" il contesto "spagnolo" attuale, che appare profondamente "laico"?

«Già a Sydney molti "Sacerdoti" credevano che non fosse possibile un "incontro" di quel genere in un "Paese secolarizzato" come l’Australia, e la stessa "domanda" si ripropone per Madrid, dove però c’è una "cultura cristiana" forte. Certo, tra "Vescovi" e "autorità centrali" i rapporti non sempre sono facili, ma c’è anche la chiara volontà del "Governo" di collaborare con la "Chiesa" per l’"organizzazione".
Credo che non ci sarà "conflitto", anche perché i "giovani" apporteranno una "speranza" a tutto il "Paese". Sarà grande l’accoglienza da parte di "famiglie" e "comunità" delle 70 "Diocesi iberiche": speriamo che i "giovani" abbiano un impatto positivo sul dinamismo della "Chiesa locale"».

Quale "impronta" ha dato Benedetto XVI alle "Gmg"?

«Qualcuno mette in dubbio l’interesse del Papa per le "Gmg", ma lui stesso nel "Discorso" di "Natale" alla "Curia Romana" nel 2008 ha spiegato che durante la "Gmg" lo "Spirito Santo" agisce nella "Chiesa". Benedetto XVI si domandò – "retoricamente" – se la "Gmg" non fosse altro che un evento di "cultura giovanile", in cui il Papa "gioca" a fare la "Star": la sua risposta fu che tutti possono organizzare una "festa", ma che la "comunione" della "festa" è solo opera dello "Spirito Santo". Il modo di essere presente di Benedetto XVI è diverso da quello di Giovanni Paolo II, ma i "giovani" continuano a partecipare. È la dimostrazione che la "Gmg" non è legata a una "personalità", ma al "Ministero" di "Pietro"».

Che impatto hanno le "Giornate" sulla "Pastorale Giovanile"?

«La ricetta delle "Gmg" contiene in sé alcune chiavi utili per il lavoro "ordinario". Ad esempio, il fatto che il Papa faccia "Catechismo" spinge i "Vescovi" a fare lo stesso nella loro "Diocesi" e i "Preti" nella loro "Parrocchia"; nelle "Gmg" c’è poi una dimensione "artistica", con musiche, canti, "concerti", che fa parte del linguaggio dei "giovani" e deve trovare spazio anche nella "Pastorale ordinaria". Pure l’intensità della "Celebrazione", della "preghiera", dell’"Adorazione" è una chiave per il lavoro delle "Diocesi", mentre il fatto che alle "Gmg" s’incontrino persone diverse per "origine" e "culture" deve spingere ogni "Parrocchia" a proporre iniziative con persone al di fuori della propria cerchia. Inoltre i "giovani" che hanno fatto l’esperienza "ecclesiale" alla "Gmg" a poco a poco rinnovano il lavoro "ordinario": molti "volontari" s’impegnano attivamente nella "Pastorale" della propria "Diocesi". Una ricaduta immediata, che dimostra come la "Gmg" sia un punto di "partenza". Per questo dobbiamo invitare chi conosciamo ad andare a Madrid».