LE "SFIDE" DELLA FEDE

L’Arcivescovo, Presidente della "Commissione Episcopale Cei
per l’Evangelizzazione dei Popoli e la Cooperazione tra le Chiese":
«Nel "Sinodo", una grande "fraternità"».

RITAGLI     Mons. Bressan:     DOCUMENTI
«Un richiamo alla "missionarietà"
più consapevole»

Tra Italia ed Africa, la prima "collaborazione" è la presenza dei nostri "Missionari".
Dall’"Assise" esce confermato anche l’"aiuto" basato sull’"8 per mille".

La Santa Messa conclusiva del Sinodo per l'Africa, in Vaticano...

Diego Andreatta
("Avvenire", 27/10/’09)

«Un’esperienza grande di "fraternità" innanzitutto, anche se con molti "Padri Sinodali" non ci si conosceva prima». Così l’Arcivescovo di Trento, Mons. Luigi Bressan, Presidente della "Commissione Episcopale Cei per l’Evangelizzazione dei Popoli e la Cooperazione fra le Chiese", unico "Pastore" italiano al "Sinodo per l’Africa" (a parte i "collaboratori" della "Santa Sede" e i "Missionari Vescovi"), commenta lo stile dell’"Assemblea" appena conclusa.
«Vi ho colto una duplice insistenza – spiega – : la prima sul "Sacramento" della
"Riconciliazione" o – laddove non c’è il Sacerdote – anche sulle "celebrazioni penitenziali" senza "Sacramento", in un cui valorizzare con attenzione la "Parola" e i "gesti liturgici". In secondo luogo, direi l’impegno delle "Chiese Africane" per la formazione di un "laicato" che sia sempre più e sempre meglio responsabile nella vita "sociale" e anche "politica". Che riesca a mantenere una "coerenza" tra fede e vita, per il servizio generoso e "disinteressato" al suo popolo.

Alcuni "laici cristiani" rivestono ruoli di "potere"…

Sì, alcuni lo fanno e lo hanno fatto dimostrando grande capacità e "carisma", come il "leader Tanzaniano" Julius Nyerere, di cui è stata avviata pochi anni fa la "Causa di Beatificazione". Altri invece, pur dichiarandosi "cristiani," praticano nei loro Paesi una politica da "dittatori". Questa contraddizione al "Sinodo" è stata stigmatizzata come una grave offesa per gli stessi "cristiani".

Altri "temi" affiorati con maggior preoccupazione?

La "collaborazione ecumenica", il "dialogo inter-religioso", la "promozione" del ruolo della donna, il rispetto delle "culture locali", la distinzione fra quanto è positivo e negativo nelle pratiche "tradizionali"… e molti altri che nel "Messaggio Finale" hanno già trovato un’efficace sintesi.

Da questo "Sinodo" esce confermata l’azione della "Chiesa Italiana" verso l’Africa?

Dall’"Assise" porto il richiamo ad una "missionarietà" sempre più consapevole e anche alla lotta per un ordine più giusto, affinché i Paesi "ricchi" non esportino in Africa i loro interessi, favorendo i poteri "locali" per sfruttare le "materie prime". Da qui nascono ancora oggi tanti "conflitti".

E rispetto alla "cooperazione ecclesiale" fra Italia e Africa?

La prima "collaborazione" è la presenza dei nostri "Missionari", che sono quasi 4mila distribuiti in 304 "Diocesi" su 505 "Diocesi", quindi quasi dappertutto. Si è parlato anche dell’"inter-scambio" di "Sacerdoti Africani", sottolineando che il loro arrivo qui deve essere ben programmato e condiviso in un rapporto tra "Chiesa" e "Chiesa", non per iniziativa individuale. Esce confermato anche l’aiuto attraverso la destinazione dell’"8 per mille", in modo sempre attento e ispirato ad una chiara progettualità, in modo che le "Chiese" possano procedere verso l’obiettivo della loro "auto-sufficienza". C’è ancora da lavorare, ma lo spirito di "dialogo" è apprezzato. Infine, insistere e vigilare perché questa "solidarietà" raggiunga sempre il popolo e quindi, sia chiaro, non si esportino "armi".

Abbiamo sentito parole severe sui "respingimenti" da parte degli Stati a "Nord" del "Mediterraneo": «Non saranno le "barriere" della "polizia" ad arrestare la "migrazione clandestina", bensì la riduzione effettiva della "povertà"», ha denunciato in particolare il Cardinale Théodore Adrien Sarr, Arcivescovo di Dakar, in Senegal?

Certo, tutte le Chiese del "Nord Africa" sono oberate da questo problema, tanto che chiedono assistenza alle vicine "Chiese Sub-Sahariane".
Dagli "Stati Europei" esigono il rispetto del "diritto internazionale" per quanti cercano spesso disperatamente di entrare in
Europa per motivi "politici" e di "libertà religiosa", o anche perché spinti dalle condizioni di estrema "povertà".

Un "gesto" o un’"immagine" che l’hanno colpita particolarmente, nella vivacità "liturgica" propria delle "Chiese" del "Sud"?

Mi ha fatto pensare la richiesta venuta a pensare il fatto che gli stessi "Africani" hanno chiesto che durante le "liturgie" sia previsto anche un momento di "silenzio", per approfondire nella riflessione i "messaggi" annunciati. Non so quanto questo rilievo sarà ripreso nei "Documenti Finali", ma più di un "Pastore Africano" ha sottolineato questo bisogno di tempi di "silenzio", per favorire una "conversione" del cuore.