PRECEDENTE     Quante "scoperte"     SEGUENTE
ascoltando la "normalità" giovanile

Un "campo scuola" tra montagne "innevate", 130 ragazzi pieni di "domande".
E un "Sacerdote" alle prese con "dialoghi" che svelano un mondo "sorprendente".

Don Nicolò Anselmi
Responsabile del Servizio Nazionale della Pastorale Giovanile
don.nico@libero.it

Durante le "festività" dell’"Immacolata", sono stato invitato a un "campo scuola" per giovani "animatori". La casa che ospitava i 130 ragazzi, dai 13 ai 20 anni, con i loro "educatori" era immersa in una splendida corona di alte montagne "innevate". La montagna esercita su di me una forza "religiosa". La grandiosità della "natura" mi invita all’umiltà, mi aiuta a sentirmi "creatura". Sono arrivato alla "casa alpina" verso le 20, i "ragazzi" erano in "refettorio"; varcata la porta, sono stato accolto da un lungo "applauso" che mi ha stupito; l’ho sentito caldo e vero... Una strana, piacevole sensazione.
I tre incontri con i ragazzi, divisi per "fasce di età", sono stati accompagnati da sguardi di simpatia. Sono ripartito alle 20 del giorno successivo, 24 ore davvero piacevoli!
Osservandoli e ascoltandoli, quei 130 giovani mi sono sembrati assolutamente "normali". Provavo a immaginare le "sofferenze" che avevano nel cuore: legami infranti, sogni traditi, "solitudini", "ferite" non curate. Li immaginavo sofferenti, come tutti i loro coetanei, e li vedevo contenti. Sono convinto che il clima sereno del "campo" nascesse dall’"Eucaristia" celebrata ogni giorno, e dalla "preghiera" abbondante che spontaneamente sgorga da essa. Durante la giornata della mia visita, è venuto a celebrare la "Messa" il "Vescovo": i canti erano belli, accompagnati da alcuni strumenti. Aspettando il "Vescovo", ci siamo messi a pregare il "Rosario".
In quelle 24 ore, ho visto tanti ragazzi in gamba, generosi, simpatici, intelligenti, "talentuosi", "normali", accompagnati da "Sacerdoti" ed "educatori" "credenti". Alcuni giorni fa, mi sono comprato un libro, dal titolo "La fuga dei talenti": è una raccolta di storie di giovani, che hanno dovuto andare all’estero per motivi di "studio" o "professionali". Prego perché nessun giovane "talento" "fugga" dalla "Chiesa". Immagino che molti si allontanino perché in fondo non hanno mai conosciuto Gesù, altri perché non si dicono loro cose "interessanti" sulla loro vita, altri ancora "spariscono" perché non si lascia loro spazio…
Al termine dell’incontro con i ragazzi di "terza media" e di "prima" e "seconda superiore", mi si è avvicinato un "adolescente", chiedendomi se ero sicuro che Dio ascolta le nostre "preghiere" e agisce per il nostro bene. Dopo che gli ho confermato la mia certezza, lui mi ha spiegato che più di una persona "adulta" gli aveva risposto che non serve pregare, perché Dio sa già tutto...
La "preghiera" semplice è il più bello, il più "giovanile", il più autentico dei "gesti" di un "credente". I giovani non sono un "problema"! Sono una "risorsa", ci aiutano a essere al passo con i tempi, ci insegnano tante cose!

("Avvenire", 15/12/’09)