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sono i "buoni esempi" che trascinano…

Il miglior strumento "educativo"? La "coerenza" dei genitori,
il gesto di "perdono" in "Seminario", la preghiera "silenziosa" dell’"animatore parrocchiale".

Don Nicolò Anselmi
Responsabile del Servizio Nazionale della Pastorale Giovanile
don.nico@libero.it

Le "festività natalizie" hanno, più di altre, una caratteristica "famigliare". Durante le vacanze, ho visto molti ragazzi partecipare alle "celebrazioni liturgiche" insieme ai loro genitori. Il "buon esempio" di papà e mamma è, a mio parere, ancora oggi il miglior strumento "educativo", sia per quanto riguarda i valori "umani" che per quelli "religiosi"; l'"esempio" è uno strumento accessibile a tutti: da chi vive nella foresta, a chi abita nelle "metropoli".
Quando insegnavo "religione" ricordo che, durante l'orario di "ricevimento", alcune mamme venivano a parlare, preoccupate dal fatto che la figlia o il figlio non «voleva più andare a "Messa"» la "Domenica"; durante il discorso, chiedevo se loro per primi andavano a "Messa"... È molto difficile che un figlio apprezzi delle realtà, a cui i propri genitori danno poco valore!
Fra i ricordi "religiosi" più cari di mio papà, ora già in "Paradiso", c'è quello in cui, ogni mattina, prima di accompagnare me a scuola e mia sorella all'asilo, passavamo insieme dalla "Chiesa Parrocchiale" e accendevamo una candela al «Sacro Cuore». La mia "devozione" per il "Cuore di Gesù", che perdona e ama sempre, è nata dagli occhi umidi con cui mio padre guardava quello strano "dipinto" del Signore con il cuore «sopra i vestiti».
Fra i "buoni esempi religiosi" che più mi hanno colpito, c'è quello di un "capo-scout". Ero "capo-squadriglia", cioè avevo circa 14-15 anni; un giorno arrivai in "sede" con largo anticipo; entrai in "Chiesa" e vidi nelle prime panche, inginocchiato di fronte al "Tabernacolo", un mio "capo-scout", studente "universitario"; incuriosito, mi sedetti in fondo alla "Chiesa" e vidi che rimase in quella posizione per molto tempo; pensai che aveva qualche grande preoccupazione; il "capo" uscì poi dalla porta laterale, senza vedermi…
Una delle immagini "sacerdotali" più significative che porto dentro di me, e che ancora oggi mi stimola ad essere autentico, specialmente quando celebro la "Messa", è quella di un Prete, mio "Superiore" in "Seminario"; ricordo che, in mattinata, aveva avuto una durissima discussione con un "Seminarista"; il ragazzo aveva tenuto un comportamento "irritante" e il "Superiore" aveva reagito in modo severo, forse esagerato; la sera, durante la celebrazione dell'"Eucarestia", tutta la "comunità" rimase stupita quando, al momento dell'"Offertorio", il Sacerdote si staccò dall'"altare" per andare ad abbracciare il giovane!
Un antico "proverbio" recita: «Verba volant, exempla trahunt»; le "parole" volano, gli "esempi" trascinano! Gesù parlava e agiva di conseguenza, pagando di persona…
L'"educazione" delle "giovani generazioni" passa anche attraverso il "buon esempio" di noi adulti, e dei giovani verso i loro "coetanei": nessuno si senta escluso da questo "compito"!

("Avvenire", 5/1/’10)