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gioia da "condividere" con gli altri…

Dal rapporto con il "corpo", al "dono di sé": sono le grandi "questioni",
su cui i "giovani" di oggi chiedono di ascoltare la voce dei "Sacerdoti".

Don Nicolò Anselmi
Responsabile del Servizio Nazionale della Pastorale Giovanile
don.nico@libero.it

Qualche giorno prima di "Natale", sono stato invitato da un gruppo di giovani, tra i 20 e i 30 anni, per una serata di "fraternità", "preghiera" e "riflessione". Dopo una "cenetta", ci siamo seduti nel salotto della casa che ci ospitava. Uno studente "universitario", dopo aver dichiarato di essersi allontanato dalla "Chiesa" nel periodo dell’"adolescenza", ha espresso una "domanda" che mi ha profondamente toccato. Mi ha chiesto come mai in "Parrocchia", nei tanti "gruppi giovanili" da lui frequentati, nessuno gli avesse mai presentato una visione "positiva" della "sessualità". Diceva: «Perché nessuno mi ha mai spiegato il significato della "castità"?». Nel suo intervento, ha spiegato che solo ultimamente aveva sentito dire che la "castità" è libertà e sincerità, che genera gioia, novità e "stupore", che esiste una "castità" «prima e dopo» il "matrimonio". Dopo il suo intervento, ha preso la parola una giovane di 24 anni, con i capelli lunghi e neri, anch’essa lamentando che la "Chiesa" parla poco ai giovani del "matrimonio" e della vita di "coppia". Dopo questi interventi, tutti i ragazzi mi hanno manifestato il desiderio di ascoltare dai "Sacerdoti" l’insegnamento di Gesù e della "Chiesa", sulle grandi "questioni" della vita dei giovani: lo studio, l’"Università", il lavoro, gli "affetti", l’uso dei soldi, le "fragilità", la "vocazione", le "ferite" psicologiche, il "perdono", la "sessualità", il rapporto con il proprio "corpo", la malattia, la "giustizia sociale", sono il pane quotidiano della vita di un giovane... Una ragazza lamentava che talvolta non viene fatta una proposta di "fede" capace di dare "speranza" alla vita; l’affermazione della stessa "presenza" di Gesù in mezzo a noi, la più grande "ricchezza" che possediamo, è oscurata da discussioni "astratte"! Fra le grandi "questioni" del "mondo giovanile", voglio ricordare la difficoltà di tanti ottimi giovani a trovare un "compagno" o una "compagna", con cui creare una famiglia e avere dei bambini; i "ritmi" della nostra vita, l’"individualismo" dilagante, spesso rendono difficile il semplice incontro con altri "coetanei"...
All’inizio di questo "nuovo anno", vorrei chiedere a tutti una grande "preghiera" per i giovani che cercano la loro "strada"; vorrei chiedere, in particolare, a tutte le giovani "coppie" di non chiudersi in se stesse; nella persona che sta al loro fianco, hanno ricevuto un grande "dono" da Dio, ed è giusto che aiutino i propri "amici" ad incontrarsi. Dio ama chi dona con gioia, chi non pensa solo a se stesso ed è attento alle situazioni "difficili" della vita degli altri!

("Avvenire", 12/1/’10)