Quante
volte accade, nelle nostre "comunità",
che ci siano giovani in gamba, "strapieni" di "incarichi".
Ma anche "oberati" di "problemi" non condivisi.
Don
Nicolò Anselmi
Responsabile
del Servizio Nazionale della Pastorale Giovanile
don.nico@libero.it
Alcuni mesi fa, mi sono
trovato, insieme ad un gruppo di circa venti persone, in una "comunità
terapeutica"
di accoglienza per giovani.
Uno dei ragazzi che vivevano nella casa ha narrato brevemente la sua storia;
trovandosi di fronte a "Sacerdoti", "Suore" ed
"educatori", ha raccontato che negli anni precedenti, fin dalla prima
"giovinezza", aveva frequentato la "Parrocchia" fino a
ricoprire, in un’"associazione giovanile", ruoli di
"responsabilità". I "Sacerdoti" stessi, bravi ed attivi, lo
valorizzavano, gli affidavano molte cose, lo presentavano come modello di
"generosità" ai ragazzi più giovani, senza mai accorgersi che aveva
grossi problemi con l’"alcool". In fondo, forse nessuno lo aveva
davvero ascoltato e capito nei suoi problemi più "profondi";
fortunatamente, un amico lo convinse a farsi aiutare. Dopo aver ascoltato questa
"testimonianza" struggente, ho pensato ad alcuni giovani, che negli
anni mi hanno aiutato nelle "associazioni" e con i giovani. Mi sono
ricordato di una ragazza che si spendeva con "generosità" fantastica
per i bambini, ma trascurava lo studio e non riusciva a progredire all’"Università";
di un altro giovane "educatore" scoprii solo dopo alcuni anni che
aveva grandi problemi "psicologici", dovuti ad un’"infanzia"
molto faticosa. Talvolta può accadere che, anziché servire i giovani per
aiutarli nella loro "crescita" e nella scoperta della loro
"vocazione", li usiamo per tappare i "buchi" e far
funzionare le "strutture", a nostro servizio!
Non è facile ascoltare i giovani e, in generale, è raro incontrare persone
capaci di farlo. Per ascoltare ci vuole tempo, e il tempo è la cosa più
"preziosa" che abbiamo, persino più "preziosa" dei soldi.
Donare tempo è un vero segno di amore ed il tempo, a differenza del denaro, non
può più essere restituito.
Fra i momenti più belli della mia "vita sacerdotale", ci sono quelli
in cui ho dedicato tempo ad una persona "sofferente", tentando di
farle intravedere la "speranza" che viene dalla
"Risurrezione".
Sono felice che una giovane mi abbia recentemente ringraziato di averle dedicato
del tempo per insegnarle a pregare da sola, a leggere il "Vangelo"
cercando di immaginare la "scena", calandosi in un
"personaggio", "dialogando" con Gesù.
Talvolta accade che addirittura i genitori non riescano ad ascoltare le
"urla silenziose" dei propri figli, le loro "richieste" di
aiuto e di amore... Chi ci ascolta sempre invece sono Dio Padre e la Vergine
Maria: hanno sempre tempo per noi, ci ascoltano di continuo, ovunque. Insegniamo
ai giovani a richiedere il loro aiuto, e ad ascoltare a lungo ed attentamente la
"voce" dello Spirito!
("Avvenire", 2/2/’10)