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un "fioretto" alla portata di tutti!

"Economicamente" non costa nulla,
va bene per i "portafogli" vuoti di molti giovani, e riempie il cuore…

Don Nicolò Anselmi
Responsabile del Servizio Nazionale della Pastorale Giovanile
don.nico@libero.it

Domenica 14 Febbraio, il Papa è andato in visita alla "Mensa Caritas", presso la "Stazione Termini", a Roma; tutto il mondo, attraverso le "immagini televisive", ha visto i suoi occhi inumidirsi di "commozione", mentre ascoltava il "saluto" rivoltogli da una delle "ospiti"; mi sono chiesto quali potevano essere i meravigliosi pensieri ed i sentimenti del "Santo Padre" in quel momento; certamente non dimenticherà mai quella situazione!
Vicino alla casa dove sono nato, abitava Massimo: un giovane, mio coetaneo, affetto da "distrofia muscolare"; il tipo di "distrofia" di Massimo è una malattia "progressiva". Da piccoli, giocavamo e correvamo insieme: poi, lentamente, Massimo ha dovuto sedersi su una "carrozzella", gli si bloccavano i muscoli uno dopo l’altro. È morto a 25 anni per "soffocamento", quando la "distrofia" aveva colpito i muscoli dell’"apparato respiratorio".
Insieme con lui e ad altri ragazzi, in estate, andavamo a fare un "campo vacanza" al mare; sorretti da enormi "salvagenti", Massimo ed altri giovani potevano nuotare liberamente: i suoi coetanei più "robusti" utilizzavano le "camere d’aria" dei "camion"... Tutti ci divertivamo moltissimo! Durante una di quelle indimenticabili settimane di vacanza, ho trovato la forza di riconoscere ed accogliere la mia "vocazione" al "Sacerdozio"!
Quando torno a casa, cerco sempre di andare a visitare gli "ospiti" di un "Piccolo Cottolengo" di
"Don Orione"; è poco distante dalla casa di mia madre, ed in quella "comunità" sono accolti alcuni "Confratelli Sacerdoti", che necessitano di cure particolari. In "Diocesi", c’è una "Casa" del "Clero", che ospita un gran numero di "Preti" malati, meravigliosamente accuditi da "Suore" e da "personale laico". Durante i miei anni di "Seminario", ho avuto la gioia di essere per quattro anni uno degli "educatori" dei ragazzi del "Seminario Minore"; con i ragazzi del "liceo", tutte le settimane, andavamo in un "ricovero" ad imboccare i malati gravi, e spesso li portavo a trovare i "Sacerdoti" anziani...
"Visitare gli infermi" è una delle sette "opere" di "misericordia corporale"; è citata da Gesù in uno dei brani più importanti del "Vangelo", al "Capitolo 25" di "Matteo": "Ero malato e mi avete visitato!". Andare a trovare i "poveri", i malati, i "sofferenti" è un "fioretto quaresimale" che "economicamente" non costa nulla, va bene per i "portafogli" vuoti di molti giovani, e riempie il cuore, rende "ricchi" e gioiosi più di ogni altra "vincita": provare per credere!

("Avvenire", 23/2/’10)