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spesso li "critichiamo" ma non li "sosteniamo"!

Il "19 Marzo" è la loro "Festa".
Andrebbero ricordati con una "preghiera" nelle "Messe",
e dai "figli" con un pensiero di "gratitudine".

Don Nicolò Anselmi
Responsabile del Servizio Nazionale della Pastorale Giovanile
don.nico@libero.it

Passeggiando per Roma, ho incrociato un mio compagno di "infanzia"; erano almeno vent’anni che non ci vedevamo! Ora lui è un "personaggio" molto noto, un uomo intelligente e buono di cuore; da giovane, anche lui frequentava un gruppo "cattolico". Si è sposato e ha due figli, uno di tredici anni e una ragazza di diciassette.
Ci siamo sommariamente raccontati qualcosa della vita "passata", soffermandoci, poi, sulle nostre situazioni "presenti". Mi ha parlato lungamente di sua figlia, delle sue difficoltà di papà, delle sue "paure". Il lavoro lo obbliga a lunghi periodi lontano da casa.
Mi ha fatto un’immensa "tenerezza"; l’ho visto agitato, soffriva perché sentiva la figlia lontana; gli sembrava che fra loro mancasse il "dialogo", almeno come lo avrebbe desiderato lui. La ragazza cominciava ad avere i primi "flirt" e lui aveva la chiara sensazione che gli nascondesse qualcosa.
Era "lacerato" dalla necessità di essere "fermo" e, in un certo senso, "autoritario", e dal bisogno di ricevere le "confidenze" della figlia. Si chiedeva quale fosse, nel suo comportamento, il confine fra il desiderio di essere "protettivo" e il bisogno di "controllare" la vita della ragazza.
La sua è la situazione di moltissimi padri, forse di tutti.
Mi sono dimenticato di dirgli che fra pochi giorni sarà la "Festa" di
"San Giuseppe", il "papà adottivo" di Gesù; avrei dovuto ricordargli che poteva affidarsi a lui; mi sono soprattutto dimenticato di dirgli che Dio è "Padre", che Gesù si rivolgeva a suo "Padre" chiamandolo "Papà".
Talvolta mi chiedo che tipo di padre sarei stato; caratterialmente sono piuttosto "ansioso", mi preoccupo per le persone a cui voglio bene; essere "Prete", credo sia un po’ come essere papà: da "Parroco", anche io ero preoccupato per i miei "fedeli", come se fossero stati miei figli.
Ho conosciuto da vicino alcuni papà "eroici"; conosco soprattutto tanti papà che, senza "clamore", offrono ogni giorno ai loro figli la fatica di essere "educatori" e "testimoni" delle cose in cui credono.
Non credo sia facile oggi essere papà; spesso vengono "criticati"; molti dicono che sono "assenti"; penso andrebbero aiutati e sostenuti, almeno con la "preghiera".
Da qualche parte, si sente ancora parlare del "19 Marzo" come della "Festa del Papà"; sarebbe bello che, nelle "Parrocchie", si facesse qualcosa per i padri, almeno una "preghiera" durante la "Messa"; sarebbe bello che figli e figlie avessero un pensiero di "gratitudine" verso chi ci ha dato la vita e, a nostra insaputa, come ha potuto, con i propri "limiti", si è preoccupato, ha lavorato e ha sofferto per noi... "San Giuseppe" e il tempo di
"Quaresima" ci ispireranno!

("Avvenire", 9/3/’10)