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ecco il «segreto»!

Alcuni miei "ex studenti", ancora oggi, su "Face-book", si "taggano" foto,
e raccontano i momenti accanto ai bimbi "malati" dell’"Ospedale Gaslini".

Don Nicolò Anselmi
Responsabile del Servizio Nazionale della Pastorale Giovanile
don.nico@libero.it

In questi ultimi giorni, ho partecipato al "Convegno" «Testimoni digitali»; durante le giornate del "Convegno", una mia carissima "ex parrocchiana" mi aggiornava, via "sms", sulla grave situazione di sua mamma, ricoverata in "Ospedale"; molti anni fa, era stata colpita da un "ictus". Dall’"informazione digitale" via "sms", sono passato all’"incontro personale": Domenica sono andato a trovare la mamma "malata"!
Nelle corsie di "Ospedale", si vivono "emozioni" uniche: l’"odore" del cibo che si mischia a quello dei "pannoloni" sporchi, gli "sguardi" stanchi e generosi delle infermiere, le "parole" ispirate dall’"Alzheimer" di una donna anziana, con i denti e le unghie ingiallite dalle troppe sigarette, una "carezza" sulle dita e sui polsi di un "malato", un "contatto" guancia contro guancia con chi è immobile in un letto e non può sollevarsi neanche di un po’, il "sorriso" di una inserviente "sudamericana" che sembra essere felice di lavare per terra e di spingere un carrello carico di secchi colorati, scope, "strofinacci", bottiglie e guanti di plastica...
Molti "educatori" mi scrivono, chiedendo indicazioni per trovare nuove modalità, "tecniche", giochi, "sussidi" da proporre ai "giovani", per aiutarli ad incontrare Gesù! Un completo "incontro" con il Signore lo si può vivere ogni Domenica, grazie al breve "pellegrinaggio" che da casa nostra ci conduce in "Chiesa", e il brevissimo "cammino" che, durante la "Celebrazione Eucaristica", dalla nostra panca ci porta a ricevere Gesù nella "Comunione"; un giorno, sentii dire da un "Monaco" che ricevere l’"Eucaristia" è un po’ come ricevere e dare un "bacio" a Gesù. Anche le corsie di "Ospedale" possono essere una meta di "pellegrinaggio"; in un certo senso, anche lì si incontra Gesù, anche lì è possibile accarezzarlo e baciarlo!
Per alcuni anni, con un gruppo di "giovani", provenienti dalla mia "Parrocchia" e dalla "scuola" in cui insegnavo "religione", siamo andati al
"Gaslini", l’"Ospedale Pediatrico" di Genova, per organizzare la festa di "Carnevale", nell’unico giorno in cui, grazie al "Frate Cappellano", ci era permesso entrare nelle corsie. Nei giorni precedenti e successivi, mettevo da parte "sussidi" e "tecniche" di "animazione", e si parlava della "sofferenza", del mistero della "Croce" e di Gesù.
Del "Carnevale" al "Gaslini", alcuni ragazzi ne parlano ancora adesso; via "Face-book", si "taggano" nelle foto in "maschera", raccontano quei momenti come una delle esperienze più importanti della loro vita... Dall’"incontro concreto", alla
"comunicazione digitale", e ritorno!

("Avvenire", 27/4/’10)