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«con Gesù tutto è possibile»...

Una "giornata" con i "giovani" del Piemonte, che hanno fatto "festa" al Papa.
E il "privilegio" di «vedere» un "momento speciale".

Don Nicolò Anselmi
Responsabile del Servizio Nazionale della Pastorale Giovanile
don.nico@libero.it

Domenica sono stato invitato dal "Servizio Diocesano" per la "Pastorale Giovanile" di Torino ad essere presente alla "visita" del Papa alla città, in occasione dell’"ostensione" della "Sindone"; ringrazio di cuore per la meravigliosa "occasione" che mi è stata offerta!
Durante la giornata, ho avuto la possibilità di incontrare molti "Confratelli Sacerdoti" che, da tutto il Piemonte, insieme con i giovani delle loro "Diocesi", hanno voluto partecipare alla "Messa" del mattino e all’"incontro" del pomeriggio con il Papa; è veramente bello sentirsi uniti nel Signore e nel "servizio" comune...
L’"incontro" del pomeriggio fra il Papa e i giovani è stato preceduto da una "festa" colorata, ricca di "allegria" e di musica. L’"applauso" più deciso è esploso quando il Papa ha pronunciato, nel suo "Discorso" rivolto ai giovani, una "espressione" che già altre volte gli avevo sentito usare: «Con Gesù, tutto è possibile!»; è un’"espressione" colma di speranza, di "vivacità", di novità, carica di "futuro", che sembra essere in contrasto con l’immagine della "Sindone", così ferma, immobile e, apparentemente, "impotente", segno di una "sconfitta"; dalla "morte" di Gesù invece, a giudicare dalla gioia dei tanti giovani presenti, sembra uscire una "potenza" di amore e di vita, che ha acceso gli occhi ed avviato gli "applausi" dei 25mila presenti in "Piazza San Carlo"!
Subito dopo l’"incontro", un giovane "Sacerdote", che si occupa di "Pastorale Giovanile", con il quale abbiamo già vissuto alcune "avventure", fra cui la
"Gmg" di Sydney, mi ha chiesto di fare una foto a lui con un gruppo di giovani, suoi "parrocchiani"; fra i ragazzi del gruppo, c’erano due giovani che non si sono messe in posa con gli altri; una di loro aveva un gravissimo difetto al "volto", forse causato da un incidente; quel "volto" mi ha parlato immediatamente di una "sofferenza", come quella della "Sindone"; ho avuto la sensazione che non volesse entrare nella foto; non dimenticherò mai, dico mai, la "dolcezza" delle parole con cui il "Sacerdote" l’ha invitata ad unirsi agli altri, a posare per la foto, la "delicatezza" con cui l’ha chiamata vicino a sé: «Giuliana (nome di "fantasia"), vieni anche tu!». L’emozione di quel momento, di quel piccolo, grande "gesto" di attenzione, mi ha riempito il cuore ed ha, in un certo senso, prolungato l’"Eucaristia", la gioia fraterna della "festa", la "preghiera" alla "Sindone"; ho ringraziato quel fratello "Sacerdote", per la testimonianza di "carità" che mi ha dato: lui mi ha confidato che, lentamente, attraverso piccole operazioni di "chirurgia plastica", i medici la stanno aiutando; preghiamo per loro, e per tutti coloro si prendono cura di lei: con Gesù, tutto è possibile!

("Avvenire", 4/5/’10)