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dagli "incontri imprevisti"!

Le "Confessioni" di "giovani" in un "Monastero", o una "pizza" in un "take-away":
dovunque ci può attendere un’"umanità inattesa" che ci «parla».

Don Nicolò Anselmi
Responsabile del Servizio Nazionale della Pastorale Giovanile
don.nico@libero.it

Ho vissuto il "Triduo Pasquale" in un famoso "Monastero" italiano; accolti nei locali della "foresteria", o accampati in "tenda" nei prati adiacenti il "Convento", erano presenti più di 700 giovani, convenuti per vivere insieme le "Celebrazioni Liturgiche" e le "Catechesi". La sera del "Venerdì Santo" era dedicata al "Sacramento" del "Perdono"; dalle 21 all’una di notte, ho potuto donare la gioia della "misericordia" di Dio a più di 20 giovani; molti di loro svolgevano un "servizio educativo" verso i bambini e i ragazzi, altri erano impegnati con i "malati", i "disabili", i "poveri". Due erano già sposati; qualcuno mi ha confidato che stava valutando una "scelta vocazionale" che non escludeva la "vita consacrata". Mi ha stupito che molti, più della metà, non conoscessero a memoria l’«Atto di Dolore», o una "formula" equivalente.
Qualcuno mi ha confidato che era molto tempo che non si "confessava", altri mi hanno detto che si accostavano al "Sacramento" una volta all’anno.
Immagino che molti, la Domenica, non facessero la "Comunione"; mi chiedo come facessero a vivere da "cristiani", senza ricevere l’"Eucaristia"!
Durante quelle "giornate", mi è venuta una gran voglia di «spiegare loro molte cose», di offrire loro un "pane" sostanzioso, nutriente... I giovani hanno diritto a conoscere con profondità ed ampiezza la "via", la "verità" e la "vita" che conducono alla "gioia" infinita ed alla "pace"!
Venerdì mi trovavo a Bologna; dopo aver visitato il "Santuario" della "Madonna di San Luca", sono entrato, affamatissimo, in una
"pizzeria" «take-away»; avevo solo quattro "euro" in tasca; all’interno del negozio, appeso al muro, c’era un grosso piatto di ottone "sbalzato", zeppo di scritte in "arabo" e di "simboli". Il giovane "pizzaiolo" mi sembrava, dall’aspetto, "egiziano"; gli ho chiesto se potevo pagare con il "Bancomat" o la "carta di credito"; con un sorriso, mi ha risposto negativamente. Gli "spiccioli" bastavano solo per una "pizza margherita"; mi sono seduto su un alto seggiolone di alluminio, rivolto verso il tavolo a mensola attaccato al muro. Mentre stavo mangiando, il giovane di origini "arabe" mi si è avvicinato e mi ha regalato una "lattina" di «Fanta»; il "gesto", nella sua gentilezza e semplicità, mi ha "emozionato"; l’ho sentito come "segno" di una "fraternità" gratuita, a cui non siamo più abituati, fatto proprio nei giorni in cui il Papa, da Cipro, invitava tutti gli uomini e le donne di "buona volontà" al "dialogo", alla "pazienza", alla "pace": ne abbiamo tanto bisogno! La "lattina" vuota dell’"aranciata" l’ho messa sul "cruscotto" della macchina, ed è ancora lì...
"Converti", o Signore, il cuore di chi alimenta la "divisione", il "sospetto", il "contrasto", l’"odio"!

("Avvenire", 8/6/’10)