PRECEDENTE     Gli «invisibili» accanto a noi,     SEGUENTE
in attesa di uno "sguardo"!

Le persone ai "margini" della "società" sono al "centro" delle "attenzioni" di Dio,
proprio come noi...
Impariamo a "ringraziare", per quello che ci è "donato"!

Don Nicolò Anselmi
Responsabile del Servizio Nazionale della Pastorale Giovanile
don.nico@libero.it

Il suo nome è Geoffrey: viene dallo Sri Lanka, ed ha 22 anni; per ora, è: "Aiuto-Benzinaio-Notturno-Self-Service". L’ho incontrato una sera, in cui ritornavo a casa, di sera tardi, in macchina, dall’Aeroporto di Fiumicino; mi sono fermato a una Stazione di Servizio, per fare benzina al "Self-Service". Una volta spenta la mia "Multipla", è comparso Geoffrey, vestito di scuro e scuro di pelle, quasi "invisibile", nel buio di quella notte. Senza dire una parola, si è reso disponibile ad aiutarmi a fare benzina, in cambio di qualche spicciolo. Da allora, ho notato che la notte, in molti Distributori, sono presenti questi nostri fratelli "invisibili", che ci chiedono qualche soldo, in cambio di un piccolo aiuto; e da allora, ogni volta che ne vedo uno, mi si stringe il cuore...
Geoffrey è "invisibile" per noi, ma non per il cuore di Dio, che conosce tutto di lui, perché tutti siamo amati in modo eguale: i Presidenti e i Benzinai, i giovani e gli anziani, i ricchi e i poveri, i colti e coloro che non lo sono!
Una delle esperienze che più apprezzo, in questo periodo, è distribuire l’Eucaristia durante la Santa Messa. Nel
Periodo Natalizio, le Messe sono affollate; per ricevere la Comunione, si creano lunghe file; è bellissimo vedere, nella stessa coda, Professori Universitari e "massaie", Primari e operai, bambini e "manager", vecchiette e ragazzotti, fanciulle elegantissime ed uomini con le mani scavate dal lavoro... La stessa cosa accade – purtroppo, con numeri più ridotti – alle porte dei Confessionali.
Tutti in fila, tutti bisognosi di Gesù, dell’Eucaristia, affamati del Pane Vivo e del Perdono di Dio, uguali davanti all’infinito Amore di Dio, che ha dato il suo Figlio per tutti, senza distinzioni. Quale genitore lo farebbe!
Fra pochi giorni, si concluderà l’Anno: per molte Famiglie, è stato un tempo difficile... Fra un Augurio e l’altro, sono certo che in tanti diranno di sperare che il "2011" sia migliore; anziché lamentarmi soltanto, proverò a sedermi e, pensando a Geoffrey, a scrivere – ringraziando – i Doni che ho ricevuto nel "2010" da Dio!
"Santo 2011" a tutti!

("Avvenire", 28/12/’10)