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Ogni "gesto d’amore" non realizzato, per "paura", per "orgoglio",
è un’occasione che togliamo a Gesù, per toccare il "cuore" di chi vive intorno a noi.

Don Nicolò Anselmi
Responsabile del Servizio Nazionale della Pastorale Giovanile
don.nico@libero.it

Federico (nome di fantasia) ha 18 anni, e da due vive in Comunità con altri 15 "amici", che lui chiama "fratelli"; uno ha 16 anni, uno 17, alcuni ne hanno più di 40... Nella loro Casa, non c’è la televisione e non si usano i telefonini; c’è tempo per parlare e stare insieme; tutti lavorano, chi nell’orto, chi in lavanderia, chi in cucina; vivono «di Provvidenza», nel senso che mangiano e si vestono grazie alla generosità di tante persone. Con un gruppo di giovani, di Sacerdoti e di Religiosi, siamo andati a visitare la Comunità; lì abbiamo incontrato Federico; ci ha raccontato che la Casa ha i cancelli aperti, e puoi andare via quando vuoi; nella Comunità si prega molto, da soli ed insieme, di giorno e di notte, con la Parola di Dio, il Rosario e l’Adorazione Eucaristica.
Federico ci ha raccontato che, quando aveva circa 12-13 anni, i suoi genitori si separarono, causando in lui una grande sofferenza; fin da piccolo, aveva frequentato la Parrocchia e l’Oratorio; si era sempre trovato bene con gli altri ragazzi. In quel periodo della sua vita, aveva cominciato a frequentare persone più grandi di lui, che lo avevano portato su una cattiva strada: tra «fumo» ed altre esperienze, che lui stesso non aveva il coraggio di narrare!
Dopo i primi momenti, cessata l’eccitazione che derivava dalla novità della trasgressione, le brutte esperienze, vissute insieme a queste compagnie, avevano lasciato in lui una grande tristezza. I suoi genitori erano gravemente preoccupati per la sua situazione; Federico raccontò che, appena possibile, decise di abbandonare la Scuola; per la mamma e il papà questa scelta fu motivo di grande dolore!
Federico ci raccontò che il giovane Sacerdote, che da pochi mesi era presente nella sua Comunità Cristiana, era andato a cercarlo in casa, per convincerlo a cambiare modo di vivere; questo gesto lo colpì moltissimo...
A 16 anni, sfibrato da mille delusioni, Federico decise di abbandonare quella vita e, per rendere felice sua madre, entrare in Comunità! Inizialmente, pensò di rimanere lì per un breve periodo; ma, mese dopo mese, scoprì che era più contento, che stava meglio; dopo un anno di fatica e di Preghiera intensa, in occasione della Festa della Comunità, i genitori di Federico lo vennero a trovare; scoprì in quel momento che si erano riconciliati, che erano ritornati insieme, e questo fatto lo riempì di una gioia immensa. Federico capì che la sua scelta aveva prodotto un Miracolo... Ogni gesto che compiamo, ha sempre un effetto nelle persone che vivono intorno a noi; ogni buona azione è un buon seme gettato, che porta frutto; ogni gesto d’amore non realizzato, per paura, per vergogna, per orgoglio, è un’occasione che togliamo a Gesù per toccare il cuore di chi vive intorno a noi!

("Avvenire", 1/3/’11)