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per ascoltare la "voce" del "cuore"!

Negli "Esercizi Spirituali", un’"avventura" fra "ascolto" ed "incontro".
Ma va vinta la "paura" di «staccare» con la "vita" di ogni giorno,
e di scoprire la vera "gioia".

Don Nicolò Anselmi
Responsabile del Servizio Nazionale della Pastorale Giovanile
don.nico@libero.it

Da pochi giorni è iniziata la "Quaresima": un tempo bello, bellissimo perché i Cristiani, chi più chi meno, si sentono stimolati a pregare di più, ad essere più "sobri", più impegnati Spiritualmente! Da alcuni anni, ho deciso di fare gli "Esercizi Spirituali" durante la "Quaresima"; una settimana di Preghiera più intensa, di silenzio, di ascolto; devo comunque ammettere che ogni anno, dentro di me, nei giorni precedenti gli "Esercizi Spirituali", si affacciano due sentimenti: la gioia e la paura! Mi sono chiesto: perché ho paura degli "Esercizi Spirituali"? Forse ho paura, perché mettersi in ascolto di Dio è un’avventura rischiosa; anche se sono certo del suo amore infinito, anche se stare con Lui è la cosa più bella del Mondo, ho paura che mi chieda di morire, di tagliare, di "staccare", di "potare", di cambiare...
La paura di oggi, mi fa ricordare la paura di quando ero più giovane: da una parte, desideravo sapere che cosa il Signore volesse da me; d’altra parte, ero profondamente terrorizzato dall’idea di consegnarmi alla sua volontà, di donare tutto me stesso; vedevo solo la Morte, non riuscivo a lasciarmi illuminare dalla sua Risurrezione. Alcune delle mie più grandi gioie e consolazioni Sacerdotali, sono state quelle in cui ho aiutato un giovane ad ascoltare la voce dello Spirito, a scoprire la propria Vocazione e a seguirla! La stessa situazione interiore talvolta l’ho letta negli occhi di alcuni giovani, ai quali avevo proposto una giornata di "Ritiro", una serata di Preghiera, un tempo prolungato di silenzio, un dialogo Spirituale; gioia e paura...
Silenziosamente, sono convinto che tanti ragazzi, anche se impauriti, chiedono di essere accompagnati nel "deserto" della "Quaresima", dove Dio parla al cuore; c’è voglia di rientrare dentro noi stessi, sentire il calore di Dio, che abita nel profondo della nostra coscienza. La paura va vinta insieme: pregare insieme, fare "deserto" insieme, è più facile!
Una delle "frasi" più famose e più citate dal Fondatore dello "Scoutismo", "Lord Baden Powell of Gilwell", è quella secondo la quale «in ogni ragazzo c’è almeno il 5% di bene». Penso che, in questo 5%, ci sia il desiderio di conoscere la propria Vocazione, anche se può far paura...
A chi l’ha scoperta, e tenta di viverla, spetta il compito di mostrare che seguire Gesù è fonte di felicità, e che il "centuplo" quaggiù e l’Eternità sono garantiti, a chi lascerà tutto per seguire il Signore!

("Avvenire", 15/3/’11)