PRECEDENTE     Quando il futuro "Prete"     SEGUENTE
sceglie il regalo «Solidale»...

"Richieste", all’insegna della "sobrietà", diventano sempre più frequenti,
anche per "Matrimoni", "Battesimi", "Comunioni".

Don Nicolò Anselmi
Responsabile del Servizio Nazionale della Pastorale Giovanile
don.nico@libero.it

Pentecoste, Maggio e Giugno, il periodo dell’Anno Liturgico chiamato «Tempo dopo Pasqua», sono mesi in cui, in genere, nelle Parrocchie, vengono celebrate le Messe delle Prime Comunioni, delle Cresime, dei Matrimoni, e, nelle Cattedrali, le Ordinazioni dei Diaconi e dei Preti!
Un giovane mi ha raccontato che, nella sua Diocesi, quest’anno, ci sarà una sola Ordinazione Sacerdotale, un solo Prete e che, durante un Incontro Giovanile, questo futuro Sacerdote ha chiesto ufficialmente di non ricevere regali «esagerati»; in particolare, ha voluto che non gli fosse donato un nuovo Calice, perché: «Nelle Parrocchie dove andrò, ce ne sono già molti, usati da Santi Preti, che hanno dato la loro vita, il loro sangue, per il Signore!». Allo stesso modo, ha affermato di non volere abiti Liturgici, perché nelle Sacrestie di ogni Parrocchia, ci sono già paramenti Liturgici, in abbondanza; il futuro Prete ha invitato amici e Parrocchiani a devolvere ai poveri, ed alle Missioni, la cifra che avevano destinato ai regali più preziosi; infine, ha chiesto Preghiere, e ha ringraziato tutti coloro che, comunque, desideravano esprimere il loro affetto con un regalo semplice!
Scelte di "sobrietà" di questo tipo sono ormai frequenti, anche in occasione dei Matrimoni, e lentamente, si stanno diffondendo, anche per i Cresimati, le Prime Comunioni, i Battesimi...
Il giovane, che mi ha fatto questo racconto, era rimasto molto colpito da questa scelta di essenzialità!
In un recente Incontro di persone Consacrate, sono stato avvicinato da una giovane Suora "Sudamericana", che mi ha brevemente raccontato la sua storia... Per circa sei anni, ha svolto il suo servizio in Italia, in una grande Parrocchia di Città, in mezzo ai giovani, in un Oratorio. Da circa due anni, era stata spostata in un’altra Regione, in un piccolo Paese di Montagna, dove il Parroco non è più residente, e viene solo alla Domenica, per celebrare la Messa; mi ha raccontato la fatica che ha fatto, ad essere accolta dai pochi giovani del Paese! Era felice perché, dopo due anni di diffidenza, e di grande sofferenza, le sembrava che qualcosa si stesse muovendo. Mi ha salutato, ringraziando, con gli occhi umidi e brillanti, e chiedendomi di pregare per lei...
Il mio cuore ha fatto un "salto", un moto di gratitudine infinito: Grazie, Gesù, per questa giovane donna, che ha scelto l’"essenziale", ha lasciato tutto, la sua Terra, i suoi affetti, per venire ad annunciare Te a noi, ai nostri giovani e alla nostra gente!

("Avvenire", 8/6/’11)