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negli "occhi" del "Profugo" Zaccarie...

Dio Padre, con questo "incontro", mi ha voluto dire "qualcosa": vorrei capirlo...
Nessun "incontro" è "casuale"! La "Provvidenza" guida la nostra "vita"!

Don Nicolò Anselmi
Responsabile del Servizio Nazionale della Pastorale Giovanile
don.nico@libero.it

Nei giorni scorsi, un gruppo di giovani mi ha invitato a fare il giro del Monviso a piedi: tre giorni, due notti in Rifugio, la salita al "Viso Mozzo", 3019 metri di altezza; partenza da "Pian del Re", la Sorgente del Fiume Po. Recentemente, il Santo Padre, Benedetto XVI, ha ricordato che la Creazione, la Natura, è un "Libro" che parla di Dio... Pur essendo nato in riva al Mare, devo ammettere che la Montagna ha su di me una potenza Spirituale unica!
Il grigio delle rocce, il bianco della neve, l’azzurro del Cielo, il verde, nelle sue molteplici tonalità, degli alberi e dell’erba, il giallo e gli altri colori dei fiori, l’argento della schiuma dell’acqua dei Torrenti e delle Stelle, il blu profondo della notte, sono la tavolozza cromatica che preferisco; tutto, in Montagna, invita alla relazione con Dio, con il prossimo e con se stessi... Dobbiamo ritornare in Montagna, lasciarci educare dal silenzio, dai ritmi della Creazione, per ritrovare noi stessi!
In questi ultimi giorni, un altro colore, oltre all’azzurro, al bianco, al verde, al grigio, mi ha toccato il cuore, profondamente; sto parlando del colore "nero", della pelle e degli occhi, di Franc, George, Zaccarie, Chris, e di altri 36 Profughi
Profughi Africani. Li ho incontrati per "caso"; sono alloggiati in un Albergo, in una località di Montagna frequentata dalla mia Famiglia; con la vernice "spray", qualcuno ha scritto su un lenzuolo: «Hotel chiuso per Emergenza Umanitaria!», e lo ha appeso alla staccionata del terrazzo dell’Albergo.
Avendo saputo della loro presenza, ho provato istintivamente il desiderio di andare a conoscerli... Fino a pochi giorni fa, in quell’Albergo, erano 61: 21 sono stati trasferiti in un altro Centro di Accoglienza; i 40 rimasti sono tutti giovani uomini, fra i 20 ed i 35 anni; provengono dal
Ghana, dal Mali, dal Niger, dalla Nigeria, dalla Costa d'Avorio, dalla Repubblica Democratica del Congo. Si sono imbarcati a Tripoli e, dopo due giorni «di terribile paura», sono giunti a Lampedusa. Ho chiesto se qualcuno di loro era Cattolico, e desiderava partecipare Domenica alla Messa. Sono venuti in nove; due avevano la Corona del Rosario appesa al collo, uno aveva fra le mani una vecchia Bibbia Evangelica in Inglese; un giovane ha portato con sé una "Brochure" dei "Testimoni di Geova", altri avevano un’agenda ed una penna... non so perché!
Il "nero" dei muscoli delle loro braccia era luminoso: quello dei loro occhi, invece, triste, segnato dall’incertezza; anche dal punto di vista Religioso, mi sono sembrati confusi, smarriti... Non ho osato chiedere loro cosa avessero provato, durante la Celebrazione Eucaristica! Salutandoli, ho provato quel malessere, quel disagio, quella sorta di senso di colpa, che si sperimenta quando ci si trova di fronte a persone così in difficoltà, vittime di una situazione di ingiustizia.
Dio Padre, con questo incontro "casuale", mi ha voluto dire qualcosa: vorrei capirlo... Nessun incontro è "casuale", perché il "caso" non esiste: è la "Provvidenza" che guida la nostra vita!

("Avvenire", 13/7/’11)