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Tutto ciò che è "falso", a mio parere, "infastidisce" terribilmente i "giovani";
le "bugie", i "racconti" non "veri", sono "insopportabili"...
Ciò che è "superficiale", alla fine, li "nausea"!

Tanti giovani del mondo all'Aereoporto di Madrid, per la Veglia di Preghiera insieme a Papa Benedetto XVI, durante la "GMG" Spagnola...

Don Nicolò Anselmi
Responsabile del Servizio Nazionale della Pastorale Giovanile
don.nico@libero.it

Ho letto praticamente tutti i "messaggi" dei giovani, partecipanti alla "Gmg" di Madrid, che "Avvenire" ha pubblicato in queste settimane; altri giovani mi hanno inviato messaggi e riflessioni più articolate; moltissimi hanno scritto, o semplicemente condiviso, immagini e pensieri sulle "bacheche" di "Facebook"! La gran parte dei messaggi era di alto valore Spirituale, ottimista, positivo... L’impressione generale, che ho ricavato dalla lettura degli scritti, è stata quella che i giovani vanno al cuore delle situazioni, non amano fermarsi alla superficie! La maggior parte dei messaggi parla di Fede, di amore, di Gesù, di Croce, di amicizia, di senso della vita; pochi sono i riferimenti ai disagi, ai problemi, al resto della vita in Spagna, al modo di vestirsi dei giovani di altri Paesi... Questo stile, profondo ed essenziale, spontaneo, non forzato, in realtà, non mi stupisce più di tanto; i giovani che conosco, in fondo, sono per lo più così: semplici! Io, personalmente, ho l’esperienza di un universo giovanile totalmente disinteressato all’apparire, ai vestiti firmati e costosi, alle moto e le macchine "ultimo grido", ai viaggi in luoghi alla moda, alle amicizie "altolocate". Contrariamente a quello che può sembrare, per molti giovani, non è «fashion» ciò che è costoso od appariscente; è «fashion» ciò che è autentico, ciò che parla di me, di come sono dentro, del mio essere, e non del mio apparire. Borse, magliette semplici, gioielli da bigiotteria, libri usati e "sgualciti", vestiti eleganti ma non costosi, occhiali curiosi, cose di "seconda mano"... Nei "diari" dei giovani erano frequenti i riferimenti all’Adorazione Eucaristica, al silenzio, alla presenza di Gesù, al desiderio di un riferimento sicuro; anch’io, nell’umidità della serata di "Cuatro Vientos", ho sentito lo guardo d’amore del Signore posarsi su di me, e sui giovani presenti; mi è tornata alla mente l’espressione usata dall’Evangelista, nell’episodio del "giovane ricco": "Gesù, fissatolo, lo amò!". I giovani di oggi frequentano l’autenticità con naturalezza, senza ideologia. Ciò che è falso li infastidisce terribilmente: le bugie, i racconti non veri, sono insopportabili per i giovani; tutto ciò che è finto e superficiale, dopo un po’, li "nausea"... I messaggi della "Gmg" hanno il buon profumo delle cose vere, semplici e sostanziose!
Non pretendo che queste sensazioni siano condivise; a me, la loro lettura, in queste settimane, ha fatto questo effetto...
È bello pensare che i giovani siano così! L’autenticità è l’unico terreno su cui è possibile costruire relazioni, amicizie, affetti: gli ingredienti della felicità, per se stessi e per il
Mondo!

("Avvenire", 28/9/’11)