PRECEDENTE     "Educarsi" a "servire" gli altri,     SEGUENTE
una "lezione" per la "vita"!

A «Scuola» tra gli "alluvionati", oggi, come "quarant’anni fa"...
Così, s’"impara" che aiutare il "prossimo" non è "facile", né "spontaneo", ma è "decisivo"!

5 Novembre 2011: una forte Alluvione colpisce la città di Genova, provocando gravi danni per i suoi abitanti...

Don Nicolò Anselmi
Responsabile del Servizio Nazionale della Pastorale Giovanile
don.nico@libero.it

Ho appena ricevuto la telefonata di una giovane Genovese, che stava tornando a casa dopo un pomeriggio in cui, con altri giovani, ha spalato fango e svuotato un "garage"; la sua voce esprimeva stanchezza, e gioia contagiosa! Mi ha detto che, insieme a lei, c’erano tanti giovani... Sono nato, ed ho vissuto, sempre a Genova! Le immagini della città "alluvionata" mi hanno spaventato; le riprese dei giovani, che lavoravano, mi hanno confortato; attraverso le immagini del "Telegiornale", ho addirittura riconosciuto alcuni giovani, delle nostre Parrocchie ed Associazioni...
Ne approfitto per ringraziare tutti coloro che hanno aiutato la mia città: spiritualmente con la preghiera, economicamente con offerte, materialmente con sudore ed accoglienza!
Genova era già stata colpita da una grossa
"Alluvione" nel 1970, causata dall’"esondazione" del Bisagno; anche allora, vi furono vittime... In quegli anni ero un "Lupetto", ed i miei Educatori mi avevano portato ad aiutare le persone colpite dall’"Alluvione"! Se ben ricordo, andammo in Val Bisagno per una settimana intera, ogni pomeriggio. Ci chiesero di fare una "catena umana" per svuotare delle cantine, passandoci di mano in mano secchi d’acqua; alcuni giorni, ci portarono in un "Supermercato": avevamo il compito di dividere la merce rovinata, da quella recuperabile: tonno in scatola, bottiglie chiuse, confezioni impermeabili... Nel nostro palazzo, abitava una famiglia, che aveva un’Azienda colpita dall’"Alluvione"; ragazzi, e genitori, siamo andati ad aiutarli, per mettere le cose in ordine!
Essere al "servizio" è bello, nelle grandi e nelle piccole cose! Sono contento che qualcuno me lo abbia insegnato, mi abbia offerto la possibilità di sperimentarlo, ed abbia "servito" insieme a me. C’è bisogno di Educatori generosi! Chiedo perdono, per le volte che non riesco a vivere ciò che mi è stato generosamente insegnato... Gesù disse che non era venuto per essere "servito", ma per "servire"!
La mia esperienza dice che "servire" è bello, è carico di senso, ma non è spontaneo, né facile: bisogna avere occhi ed orecchie per accorgersi dei bisogni altrui, e successivamente vincere quella pigrizia, mista ad egoismo, che tutti ci portiamo dietro...
Gesù, al termine dell’"Ultima Cena", la prima "Santa Messa" della storia, si mise al "servizio", e lavò i piedi agli Apostoli; un giorno, sentii dire da un Predicatore che, nella "Cultura Ebraica", la "Lavanda dei Piedi" è un gesto di "purificazione", da fare prima di sedersi a tavola, e non dopo; per i Cristiani, il "servizio", l’amore, la carità, sono la continuazione della "Messa": è Dio che ci ama, e continua ad agire in noi, aiutandoci ad amare gli altri!

("Avvenire", 9/11/’11)