PRECEDENTE     La «rinascita» di "uno solo"     SEGUENTE
rende "speciale" il "Natale"!

Il "Papa" si è "impegnato" a "pregare" per i "Detenuti".
Le "immagini" della sua "Visita" a "Rebibbia" hanno «scaldato» molti "servizi giornalistici".

Benedetto XVI incontra i Detenuti del Carcere di Rebibbia, che con gioia e speranza lo accolgono...
Il Papa ascolta le parole di saluto e preghiera, che i Carcerati gli rivolgono durante la sua Visita!

Don Nicolò Anselmi
Responsabile del Servizio Nazionale della Pastorale Giovanile
don.nico@libero.it

Alcuni giorni fa, ho partecipato a un incontro di giovani: si parlava di Dio!
I ragazzi, svegli, simpatici, intelligenti, vivaci nei loro 17-20 anni, a turno, raccontavano la loro esperienza "religiosa"; qualcuno ha affermato di sentire Dio presente nelle piccole cose, nella natura, nella musica, negli imprevisti quotidiani; qualcuno ha detto di sentirlo vicino la sera, al tramonto, guardando le stelle, nel silenzio...
Nessuno ha parlato dell’incontro con Dio durante la Messa!
Se dovessi chiedere un regalo a "Gesù Bambino", chiederei, per me, e per tutti coloro che lo desiderano, la capacità di rendere le nostre Celebrazioni Eucaristiche Domenicali vere occasioni in cui i giovani possano sentire tutto l’amore, che Dio ha per ognuno di loro.
Vorrei Sante Messe in cui si riesca a vedere, e a sentire, che grande dono è Gesù per noi: la sua Parola, il suo Corpo, il suo Sangue, la sua vita...
Vorrei Celebrazioni "calde", in cui la Comunità e la fraternità si percepiscono; Messe in cui i semplici, i poveri, gli stranieri, i malati, chi è in ricerca, si sentano a casa, in famiglia; Celebrazioni in cui risulti evidente che parteciparvi non è fare qualcosa per Dio, «dedicargli» un’ora, bensì è Dio che, donandoci suo Figlio, fa qualcosa per noi: qualcosa di grande, di immensamente grande! Alla Santa Messa di Mezzanotte, della Vigilia di "Natale", i giovani presenti saranno certamente più del solito: possano, durante la Celebrazione, sperimentare l’amore di Gesù, della Madonna e di
San Giuseppe per ognuno di loro; molti giovani si accosteranno, in questi giorni, al Sacramento del Perdono: possano sentirsi persone nuove.
Domenica scorsa, il
Santo Padre è andato a visitare i Detenuti, presso il Carcere di "Rebibbia"; molti erano giovani; le immagini dell’incontro, e le parole del Papa, semplici, umili ed affettuose, hanno "scaldato" le prime pagine dei Giornali, e i primi servizi giornalistici dei "Tg"...
Benedetto XVI ha chiesto preghiere per sé, e si è impegnato a pregare per la «rinascita» dei Carcerati!
Alcuni miei compagni d’infanzia sono finiti in Carcere, altri sono ancora oggi in cella; per altri, ho celebrato il Funerale, distrutti dalla droga, dall’"Aids", dagli stenti.
Gesù ha detto che certi "demoni" si scacciano solo con la preghiera e il "digiuno"; giovani, adulti, papà e mamme, nonni e nonne, malati e sofferenti: preghiamo e "digiuniamo", offriamo le nostre sofferenze, uniti per la conversione di chi oggi opera per il male dei giovani; il Signore è di parola e, con la «rinascita» di un solo "malvivente", sarà un
"Natale" indimenticabile!

("Avvenire", 21/12/’11)