PRECEDENTE     Quella "Giornata Spagnola",     SEGUENTE
che ha fatto "felice" il Papa...

Benedetto XVI, facendo gli "Auguri" alla "Curia Romana",
ha parlato dell’"Avventura Spagnola", come di un "modello" per la "vita" della "Chiesa".

Papa Benedetto XVI ricorda, anche ai giovani di tutto il mondo, l'importanza dell'Eucarestia, per vivere con gioia la vita di fede...

Don Nicolò Anselmi
Responsabile del Servizio Nazionale della Pastorale Giovanile
don.nico@libero.it

Il Santo Padre, in occasione del tradizionale scambio di "Auguri" di "Natale", con i suoi più stretti Collaboratori degli "Uffici Vaticani", Cardinali, Vescovi, Sacerdoti, Religiosi, Suore e Laici, ha parlato dei doni ricevuti da Dio nel 2011, e in particolare della "Gmg" di Madrid; ne ha parlato lungamente, usando toni entusiasti; devo dire che mi ha fatto un grande piacere, e ringrazio Dio per aver avuto la possibilità di aver dato il mio piccolo contributo all’organizzazione di quell’evento, che ha reso felice il Papa; come me, tanti Sacerdoti, giovani, Educatori, saranno contenti di quanto detto da Benedetto XVI!
Il Santo Padre ha indicato cinque aspetti, per i quali la "Gmg" può essere considerata un modello per la Vita della Chiesa: la bellezza dello stare insieme, dell’unità, della comunione; la generosità dei giovani Volontari, la loro disponibilità al servizio ed al dono di sé; il Sacramento della Penitenza, il desiderio di perdono e di rinascita; l’atteggiamento di Adorazione dei giovani verso Dio, verso Gesù, presente nell’Eucaristia, nel silenzio della preghiera personale e comunitaria; la gioia "esplosiva", che ha "infiammato" Madrid...
Il Papa ha quindi parlato di alcuni aspetti fondamentali della
Vita Cristiana: la preghiera, i Sacramenti, la fraternità, il dono di sé, la gioia. Nella prefazione al Libro "YouCat", che ogni giovane partecipante alla "Gmg" ha trovato nello "zainetto", il Papa aveva raccomandato ai ragazzi un altro aspetto fondamentale della Vita Cristiana: lo studio, la conoscenza dei contenuti della fede, della Parola di Dio e del Catechismo. Sono convinto che il più bel dono, che possiamo fare alle giovani generazioni, sia quello di dare loro i «fondamentali» della fede!
La vita dei giovani, oggi, è veramente rapida, e in alcuni casi "convulsa"; lo studio, il lavoro, lo "sport", il mondo del
"Web", i viaggi, la possibilità di essere reperibili e "connessi" continuamente, rendono la vita delle giovani generazioni veramente frenetica. La vita di un adolescente non è facile da descrivere: oggi è a Londra, domani in Oratorio, all’Università, in Palestra, a un Concerto, in "Erasmus" per alcuni mesi... Per questo motivo, la fede di un giovane oggi ha bisogno di «fondamentali», così fortemente assimilati da non poter mai essere messi da parte: la preghiera quotidiana, l’amicizia e la fraternità con tutti, i "Dieci Comandamenti", l’Eucaristia Domenicale, l’attenzione a chi soffre ed ha bisogno, il "Credo", il servizio, la Parola di Dio; anch’io, Prete, in fondo vivo quotidianamente una specie di lotta con il tempo, e mi difendo con i «fondamentali» che mi sono stati consegnati: la "Liturgia delle Ore", la meditazione, la Messa quotidiana, la Confessione frequente, il Padre Spirituale. Fra tutti questi «fondamentali», credo che il più importante, per la nascita e la cura della fede, sia l’Eucaristia Domenicale; nella Messa, in ogni angolo del mondo, ogni settimana, si possono vivere quelle emozioni, che hanno entusiasmato il Papa a Madrid: lo stare insieme e l’accoglienza, il mettersi al servizio delle persone che vivono nel proprio territorio, l’incontro con Gesù nella Comunione Eucaristica, preparata dalla richiesta di perdono, la gioia!
Ad Ottobre, inizierà l’
"Anno della Fede", voluto dal Santo Padre; mi impegnerò a rivisitare il mio modo di accogliere il dono di Gesù, celebrato ogni Domenica!

("Avvenire", 28/12/’11)