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non possiamo "deluderli"!

In poche ore, tre ragazzi mi hanno "aperto" il loro "cuore".
È bello "ascoltare" a quattr’occhi, donarsi reciprocamente "tempo".

Don Nicolò Anselmi
Responsabile del Servizio Nazionale della Pastorale Giovanile
don.nico@libero.it

Erano molti mesi che non incontravo Federico (nome di fantasia); è stato un mio alunno per cinque anni, con lui avevo vissuto molte "avventure": in Montagna, in Africa, alla "Gmg"!
Aveva una gran voglia di vedermi, per poter raccontare i suoi progressi culturali, spirituali; non è credente, forse... Nemmeno lui sa come definirsi! Federico è venuto a prendermi all’Aeroporto in "scooter", e ci siamo infilati in un "Bar", a parlare. L’ho ascoltato con piacere, per più di un’ora, ed anche lui mi sembrava contento!
Il giorno successivo, ho incontrato Luisa (nome di fantasia), una giovane che da tempo voleva parlarmi della sua situazione famigliare, del difficile rapporto con suo padre, del desiderio di andare a vivere da sola, delle difficoltà di essere messa in regola sul posto di lavoro, e di trovare casa in affitto ad un prezzo accessibile; anche con lei, un’ora di ascolto è passata in un batter d’occhio!
La stessa sera, alle 23,30 circa, alla fermata di un
"Autobus" notturno, che non passava mai, sono stato avvicinato da un giovane diciottenne, che non ha avuto difficoltà a dirmi il proprio nome, la Scuola che frequentava, i suoi sogni Universitari; avendomi visto vestito da Prete, desiderava rivolgermi alcune domande ed essere ascoltato; incurante di ciò che poteva pensare l’amico con cui stava trascorrendo la serata, mi ha confidato che suo nonno, a cui era molto legato, era morto poco tempo prima: tuttavia, sentiva la sua presenza; anche lui diceva di non essere credente, ma sentiva un gran desiderio di credere. Una volta salito sull’"Autobus", mi sono accorto che, il Sabato notte, questi mezzi sono pieni di adolescenti che si spostano, da un "Pub" ad una festa...
Questi tre incontri, così particolari, raccolti nel breve tempo di dodici ore, mi hanno stupito!
Mi sembra che il desiderio di essere ascoltati, personalmente, profondamente, a lungo, semplicemente, in modo informale, sia molto presente oggi nei giovani.
È bello ascoltare a quattr’occhi, donarsi reciprocamente tempo, «da solo a solo»! Il mondo del
"Web" e dei "Social Network" è, in fondo, uno spazio, in cui si avverte un grande desiderio di ascolto...
Dio è un grande, paterno, accogliente, ascoltatore delle preghiere, dell’urlo di dolore, dei ringraziamenti, che ogni giorno si levano verso il Cielo!
Il Sacramento del Perdono è, in fondo, anche un grande spazio di ascolto personale; attraverso il Sacerdote, Dio ascolta e guarisce; le giovani generazioni hanno diritto a poter ricevere questo dono!

("Avvenire", 18/1/’12)