PRECEDENTE     Un "impegno" che non "spegne" la "speranza"!     SEGUENTE

Nonostante siano le più "penalizzate", le nuove "generazioni" sfidano la "crisi",
con "gioia", e "gesti" di profonda "umanità".

Don Nicolò Anselmi
Responsabile del Servizio Nazionale della Pastorale Giovanile
don.nico@libero.it

Di questi tempi, tutti i Giornali, e i "Telegiornali", parlano della «Crisi», e tutti sono concordi nell’affermare che le giovani generazioni ne stanno facendo le spese, in modo più pesante!
Tutti siamo convinti che la crisi non sia solo un fatto di natura Economica, ma che la difficile situazione sia l’effetto di una più ampia crisi di Civiltà, di Cultura, di un modo di vivere; si parla, talvolta, di crisi dello "Spirito"...
Osservando i giovani, si nota che, in essi, coesistono sofferenza e speranza; molti ragazzi testimoniano, malgrado tutto, il desiderio di impegnarsi, di donare, di gioire, di amare, di scegliere; la crisi non ha spento la loro voglia di vivere!
Nel mondo degli adulti, di cui io per primo faccio parte, malgrado l’esperienza di un cammino di vita già compiuto, mi sembra che, talvolta, non ci sia la piena consapevolezza che, usciremo da questa crisi, soltanto pagando di persona; la vita mi ha insegnato che, per salvarsi, è necessario versare il sangue; Gesù ha pagato, a caro prezzo, la salvezza dell’umanità; non credo i nostri giovani, e noi stessi, saremo salvati da un "Decreto Legge", o da una Tecnica Finanziaria, od Economica; ci vorranno tanti gesti d’amore, quotidiani e straordinari, faticosi e "sanguinosi", ma infinitamente belli!
Da pochi giorni, abbiamo celebrato le Feste del
"Sacro Cuore di Gesù", e del "Cuore Immacolato di Maria"; i Cuori in questione, sono Cuori trafitti, da spade fisiche, e Spirituali; dalla ferita del Cuore di Gesù, sono sgorgati Sangue ed acqua, simboli del Battesimo e dell’Eucarestia, segni efficaci della salvezza...
Spesso, capita di leggere, ed ascoltare, affermazioni che dicono che, in fondo, la colpa della crisi è di "altri"; non è facile percepire, con umile consapevolezza, che chi deve, e può, cambiare, soffrire, rinunciare, morire, donare, essere più generoso, in realtà, sono io, e non altre persone!
Con qualche amico, durante una condivisione Spirituale, mi è capitato di condividere il desiderio di morire per la salvezza di qualcuno...
L’umiltà di riconoscere che il cambiamento, la Conversione, deve iniziare da noi stessi, è una virtù rara! Chiedo al Signore, per me, o per altre persone, il dono dell’umiltà, e la Grazia della Conversione, che genera amore, per la salvezza dei giovani!

("Avvenire", 20/6/’12)