PRECEDENTE     "Oratori", dove la "Preghiera"     SEGUENTE
viene vissuta con "gioia"!

Nello stesso "luogo", sono presenti "Catechesi", "gioco", "Sport" e "attività Culturali"...
L’"offerta" attira i "giovani", che scelgono queste "realtà", per crescere "insieme"!

Don Nicolò Anselmi
Responsabile del Servizio Nazionale della Pastorale Giovanile
don.nico@libero.it

Ho avuto la fortuna di ascoltare, alcuni giorni fa, durante un "Convegno", l’intervento appassionato e piacevole di un Vescovo, che faceva una riflessione sull’Oratorio! Il Vescovo ha raccontato la sua esperienza, di ragazzo cresciuto in Oratorio, di Animatore, e poi di giovane Sacerdote, "Coadiutore" in Oratorio, e di Vescovo di una Diocesi, con una grande Tradizione "Oratoriana"...
Il Vescovo ha narrato l’esperienza di aver partecipato, da giovane, alla nascita dell’Oratorio della sua Parrocchia di origine, quando la Santa Messa veniva celebrata in una "Baracca-Container"; ha raccontato di aver visto, in un
Villaggio, in Burundi, una realtà "Oratoriana", capace di coinvolgere ventimila persone; ed, infine, di aver inaugurato, ancora oggi, in un tempo di crisi e di mancanza di fondi, le strutture di tre nuovi Oratori!
Il Vescovo ha concluso il suo intervento, approfondendo due aspetti Pastorali che, a suo avviso, non possono mancare, in una realtà di Oratorio...
La prima caratteristica, è quella della «Globalità», Pastorale ed Educativa: nell’Oratorio, sono presenti, insieme, lo "Sport" e la Preghiera, il gioco e la Catechesi, il Teatro, la Musica, la Cultura e la cucina, il "Web", i giovani e gli adulti, i bambini e i nonni!
Il Vescovo faceva notare che, anche «il Mondo» e la Società, offrono Palestre, Piscine e Campi Sportivi, Corsi di Musica e di Teatro, «Stages» di Nuoto e "Fitness", con percorsi "professionali", certamente più qualificati, di ciò che accade in Oratorio; in tali contesti, il giovane vive le varie esperienze in modo separato, frammentato, in luoghi diversi, con distinzioni in base all’età ed alla capacità: spesso con uno spirito "specialistico", competitivo, poco socializzante; l’Oratorio, al contrario, offre qualcosa per tutti gli aspetti della vita delle persone, e per tutte le persone, "abili" e "disabili", insieme...
La seconda, determinante, caratteristica, che, secondo il Vescovo, non può mancare, nella vita dell’Oratorio, è la gioia! La gioia non coincide con il divertimento; è qualcosa di più profondo, di permanente, di "Teologale": la gioia ha qualcosa di "Divino"; la gioia nasce dalla presenza di una persona, dallo "Sposo", dall’amore vivo di Dio per noi; Gesù è venuto nel mondo, perché "la Sua gioia sia in noi, e la nostra gioia sia piena" ("Vangelo di Giovanni", "Capitolo 15")... La gioia è presenza! Uno dei momenti in cui avverto, con più chiarezza, la presenza di Gesù, è la Preghiera Comunitaria; la Preghiera Comunitaria, semplice, spontanea, fatta con il cuore, fa nascere ed alimenta la gioia; spesso, purtroppo, accade che i momenti di Preghiera Comunitaria, quelli in cui si è invitati a parlare con il Signore, insieme ad altri Fratelli e Sorelle, si trasformano in momenti di silenzio, di imbarazzo, di vergogna; sono occasioni perse di gioia!
L’
"Anno della Fede", la risposta all’invito Missionario di Gesù: "Andate, e fate Discepoli tutti i Popoli!", potrebbe nascere dalla gioia, e dalla Preghiera Comunitaria, fatta insieme...
Qualche giorno fa, in una casa di giovani amici, mi è caduto lo sguardo su qualcosa, che era incastrato nella cornice dello specchio: quello che, quotidianamente, tutti guardano, più volte al giorno; si trattava di una "Immaginetta", sopra la quale era scritta una frase, che parlava di gioia: "Sii felice: Dio pensa a te!".

("Avvenire", 19/9/’12)