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Perché vissuti nella "condivisione"!

Tra "incontri", "esperienze" e "Preghiera", Don Nicolò Anselmi ripercorre il suo "lavoro",
alla "guida" del "Servizio Cei", che ora si conclude.

DON NICOLÒ ANSELMI, Responsabile Nazionale della Pastorale Giovanile...

Don Nicolò Anselmi
Responsabile del Servizio Nazionale della Pastorale Giovanile
don.nico@libero.it

In questi giorni, ho concluso il mio Incarico di cinque anni, presso il "Servizio Nazionale per la Pastorale Giovanile", della "Conferenza Episcopale Italiana"; quello che si chiude, è un periodo straordinario, bellissimo; in giro per l’Italia, ho avuto la possibilità di incontrare tante persone, e di contemplare la presenza forte ed amorevole di Dio, nella vita della Chiesa!
In questi mesi, ho imparato che le cose pensate, e realizzate insieme, sono sempre più belle e feconde, di quelle fatte da soli; ho imparato ad unire il genio delle donne e quello degli uomini, quello Italiano e quello straniero, dei Laici e dei Consacrati, secondo i Carismi che lo Spirito Santo suscita nella Chiesa... In questi anni, ho agito e parlato ma, soprattutto, ho ascoltato ed osservato! Una delle convinzioni, che sempre mi ha accompagnato, è quella dell’importanza della comunione con il
Santo Padre ed i Vescovi, guide sicure nelle "burrasche"... Una seconda riflessione, riguarda la necessità della Preghiera, dello stare con il Signore, nell’ascolto della sua Parola, nella gioia per il suo amore!
L’incontro con tanti giovani mi ha posto dinanzi, ogni giorno, la bellezza del Sacramento del Perdono, della Riconciliazione, della penitenza, della rinascita; vorrei che tutto il mondo lo conoscesse di più, che i giovani lo frequentassero maggiormente, e ne godessero tutta l’efficacia!
Un’ultima sensazione, che porto nel cuore, è quella dell’importanza del mettere in comune i propri beni, del coraggio di essere generosi, di vendere tutto per amore, del dare senza contare: della fiducia totale nella "Provvidenza", che ha cura dei passeri del cielo, dei pesci del mare, dei gigli dei campi, e conosce tutto di noi, perfino il numero dei nostri capelli...
Ringrazio chi, in questi anni, nelle Diocesi, nelle Aggregazioni Laicali, negli Istituti di Vita Consacrata, mi ha accolto, incoraggiato e stimolato; fra queste persone, ci sono anche gli amici Giornalisti di
"Avvenire" che, attraverso questa "pagina", mi hanno permesso di donare qualcosa di me stesso: di ciò che il Signore, settimana dopo settimana, faceva nella mia vita!
Vi lascio il Testo di una "Preghiera", che mi è stata insegnata dai miei Educatori, quando avevo circa dodici anni, e che ha segnato la mia vita da ragazzo: e che, ancora oggi, con affetto, frequentemente, ripeto...
"Fa’, o Signore, che io abbia le mani pure, pura la lingua, puro il pensiero! Aiutami a lottare per il bene difficile, contro il male facile. Impedisci che io prenda abitudini, che rovinano la vita. Insegnami a lavorare alacremente, e a comportarmi lealmente, quando Tu solo mi vedi, come se tutto il mondo potesse vedermi!
Perdonami quando sono cattivo, e aiutami a perdonare coloro che non mi trattano bene. Rendimi capace di aiutare gli altri, quando ciò mi è faticoso. Mandami le occasioni di fare un po’ di bene, ogni giorno, per avvicinarmi di più al tuo Divin Figliolo, Gesù! Così sia!".
Come ogni "programma" che finisce, vorrei concludere con le "dediche"; scelgo tre Canzoni, di uno dei miei Cantanti preferiti: dedico «A Te che sei», alla "Beata" Vergine Maria, che sempre mi aiuta; «Mi fido di Te», a Dio Padre, che mi chiama a seguirlo in nuove "avventure"; «Fango, io lo so che non sono solo», a Gesù, e al Suo Spirito, che sempre mi accompagnano; provate ad ascoltarle, pensando alle Persone Divine!
Buon cammino a tutti, in particolare a
Don Michele, che inizia la sua "avventura": il Signore lo benedica!

("Avvenire", 3/10/’12)