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ha creduto nella "Provvidenza"!

Era in Italia da tre anni, ma stava male e "sognava" di tornare in India, a casa sua.
Domenica è ripartito per Mumbay.

Don Nicolò Anselmi
Responsabile del Servizio Nazionale della Pastorale Giovanile
don.nico@libero.it

Viene da Mumbay, si chiama Ganesh, come la divinità "indù" con la testa di elefante: ha 27 anni anche se, con i baffi neri, ne dimostra qualcuno in più. È venuto in Italia agli inizi del 2006; l’ho conosciuto per strada, alcuni mesi fa; mi ha chiesto qualche "spicciolo" per mangiare. Appena arrivato in Italia, è riuscito a lavorare per un po’ di tempo come aiuto cuoco e "lavapiatti"; adesso nessuno lo chiamava più. Alcune settimane fa, mi ha confidato la sua paura di cadere nel "tunnel" dell’"alcool", dei furti nei "supermercati", della vita da "barbone". Un giorno mi disse che non credeva più agli idoli "indù", perché non lo aiutavano.
Alcuni giorni fa, Ganesh ha espresso il desiderio di tornare in
India, perché non ce la faceva più a vivere così; mi è sembrata una buona idea; immediatamente la "Provvidenza" si è attivata; Francesco e Carlo, due miei amici, gli hanno procurato il biglietto aereo, da Milano, via Francoforte. Il giorno prima di partire, mi sono incontrato con Ganesh; presso un "Centro di Ascolto", aveva trovato un bel vestito e un paio di scarpe eleganti; ci siamo abbracciati, direi teneramente; era con lui un suo amico "homeless". Domenica è partito, il giorno successivo alla "Giornata Mondiale della Lotta alla Povertà"; ha avuto qualche difficoltà nello scalo "aero-portuale" tedesco: era senza "visto" d’ingresso in Europa, ma alla fine lo hanno fatto tornare a casa. La "Provvidenza" non tradisce. Spesso siamo divorati dall’ansia; per i giovani c’è l’ansia di non scoprire la propria "vocazione", di non incontrare la "persona giusta", di non trovare lavoro, di rimanere soli. Una delle frasi più frequenti della "Bibbia" è: «Non temere!». Il "Vangelo" racconta che Gesù invitava le persone alla preghiera "insistente": «Chiedete, chiedete, bussate, bussate e vi sarà aperto!».
Mi rendo conto che la preghiera di "richiesta" è, per me, la più naturale; mi piace perché è preghiera spontanea, è la preghiera del "figlio". Spesso mi sento come il ragazzino che offre i "cinque pani" e i "due pesci"; so di dover fare la mia parte; ma sono sicuro dell’intervento di Gesù. La fiducia nella "Provvidenza" non è roba da bambini, è "Fede" vera. Uno degli effetti della poca fiducia nella "Provvidenza" è il "compromesso", la ricerca di strade secondarie e "tortuose" per realizzare comunque i propri progetti; solo una grande fiducia nella presenza "provvidente" di Dio ci dona la forza di vivere nella "chiarezza" e di cercare la "giustizia"…
Mi accorgo che uno dei veri "nemici" della "Provvidenza" è la disponibilità di denaro. Ganesh non aveva altra risorsa se non la "Provvidenza"; Gesù nel "Vangelo" ci assicura che «tutti noi valiamo più di molti passeri» e che «i capelli del nostro capo sono tutti contati»; anche quelli di Ganesh, così pure i peli dei suoi baffi neri. Più fiducia, più fiducia, ci vuole più fiducia in Dio!

("Avvenire", 20/10/’09)