PRECEDENTE     La "natura" chiama     SEGUENTE
a un "lavoro" che ci umanizza!

Contempliamo il "Creato": abbiamo ricevuto un "dono", ma gettandolo in un "angolo".
E se fosse un’"opportunità", per i tanti che cercano "occupazione"?

Don Nicolò Anselmi
Responsabile del Servizio Nazionale della Pastorale Giovanile
don.nico@libero.it

Alcune settimane fa, uscendo da una "Chiesa", dopo un "incontro di preghiera", vidi una ragazza, seduta su uno dei due scalini che distinguevano il livello del "piazzale" da quello del "sagrato". Era con la schiena rivolta verso la facciata della "Chiesa", da cui ero appena uscito.
Decisi di fermarmi e di sedermi vicino a lei. Mi presentai e le chiesi come si chiamava; mi rispose, sorridendo. Aveva 22 anni; le chiesi cosa stesse facendo nella vita; questa "domanda", rivolta a un giovane, oggi, risulta quasi "imbarazzante"; ho imparato a rivolgermi ai giovani chiedendo: "Studi? Lavori? O... cerchi lavoro?". Di colpo, la ragazza divenne triste, e mi raccontò che non trovava lavoro e che faceva la "baby-sitter". La "carenza di lavoro" è un fatto pesante per i giovani; il Signore chiama tutti alla "Santità", e la "Santità" si può realizzare anche nel "lavoro".
Lavorare dona "dignità"; è triste, per un giovane, pensare che la "società", magari dopo averlo fatto studiare tanto tempo, non abbia bisogno di lui; donare lavoro è un gesto di "carità", ancora più grande che donare un vestito o un piatto di minestra!
Salutata la giovane, sono salito in macchina, per ritornare a Roma. Ho attraversato campagne coltivate, prati "incolti", colline "boschive" e costeggiato il mare. La "natura", piante ed animali – dice la "Bibbia" – fu creata da Dio e donata all’uomo perché la usasse, la "lavorasse". Gli animali, le galline, i conigli, i pesci, crescono tutto sommato con poco intervento umano; così pure gli alberi da frutto, i cereali, le verdure maturano con relativa facilità. Talvolta mi sembra che la "natura" sia come un "regalo", che abbiamo ricevuto e che non utilizziamo; un "dono" abbandonato in un angolo! Sono convinto che, in un futuro non molto lontano, ci riavvicineremo tutti alla terra e all’acqua, ai fiumi, ai laghi, al mare…
Continuare a trascurare la "natura" mi sembra un errore "teologico", una sorta di "rifiuto" dell’amore di Dio. Ho letto che sono molti i giovani che si stanno riavvicinando all’allevamento e all’agricoltura, riscoprendo la dignità del "lavoro agricolo", in una dimensione quasi "religiosa". Molti riscoprono la bellezza di avere un piccolo "orto", insalata, pomodori... un piccolo "pollaio"!
Fra pochi giorni, l’8 Novembre, sarà la
"Giornata del Ringraziamento": si tratta della celebrazione della "gratitudine" a Dio per i "doni" ricevuti dalla terra. Ho sentito più volte la "testimonianza" di alcuni giovani, che raccontavano come ci fosse chi – talora il proprio "Vescovo" – aveva loro affidato terreni poco curati, anche di "enti ecclesiastici"; in molti casi sono stati recuperati ettari di "uliveto".
Dicono gli "Atti degli Apostoli", al "Capitolo 4", che «nessuno tra loro era bisognoso», perché mettevano in comune i "beni"... Donaci, Signore, il coraggio di offrire ai giovani la possibilità di "lavorare", di utilizzare i "beni" e le "risorse naturali" che tu ci hai donato e che talvolta "trascuriamo"!

("Avvenire", 3/11/’09)