MISSIONE SPERANZA

LA MISSIONE PENSA

RITAGLI     TRA "PROSTITUTE" E "PASTORELLI"...     MISSIONE AMICIZIA

"Anche tra i Vicoli di Genova, è aperta una porta sulla Salvezza: basta cercarla!"...

Proprio dove non sembra, c'è una "porta", per entrare nella "salvezza"!

SR. MARTA AROSIO
("Missionarie dell’Immacolata", Gennaio 2011)

Cammino in fretta verso la "Stazione Ferroviaria" di Genova; ho ancora qualche minuto prima di prendere il treno che mi riporta verso casa e un'ultima cosa da vedere tra le "Viuzze" strette cariche di storie e passioni di questa straordinaria Città, luogo di scambi e di "botteghe", di grandi personaggi antichi e nuovi. Attraverso la famosa "Via del Campo", cantata da Fabrizio De André, e mi risuonano nella mente alcune di quelle parole, aspre quanto vere, che raccontano di amori feriti, di amori venduti a poco prezzo,
giovani e vecchi, veri e illusori.
Giro in una delle Vie che portano alla Parrocchia di
"Santa Maria Maddalena", "Via della Maddalena", appunto, uno dei "budelli" che nella zona ospita gruppi di "prostitute" gestite dal "racket" che le opprime e le vende per le strade. La Chiesa di "Santa Maria Maddalena"... Il mio cuore si apre a riflessioni, considerazioni, "com-passioni", domande.
Quanta umanità ferita abita il mondo, quanta gente perde la propria vita, è costretta a vendere la propria dignità, quanta gente ha perso il "Senso" dietro l'instabile sicurezza di piaceri illusori, qualcuno, forse, la chiamerebbe "insostenibile leggerezza dell'essere". Che cos'è la "Salvezza" qui? Dove trovarla? Interessante, mi dico, che proprio in questa zona ci sia una Chiesa dedicata a questa Santa identificata dalla Tradizione come la "donna peccatrice" che unse i piedi a Gesù in quel gesto così intimo e sensuale. È come un rifugio, una casa, una "voce amica" che infonde pace, rassicura, dona un attimo di sollievo in mezzo alla tragedia del quotidiano esistere dello sfruttamento, come a dire: "Io, Dio, ci sono anche per te, ti amo davvero, non per quello che mi dai, ma per quello che sei... Accolgo anche il tuo cuore, perdono anche il tuo peccato, come ho accolto e perdonato Maria di Magdala!". Questa è una porta per la "Salvezza", mi dico.
Mi fermo davanti ad una piccola "bottega" le cui vetrine, ad un primo sguardo, sembrano un'"accozzaglia" di cose messe una sull'altra in un disordine di colori, movimenti, luci. È una "bottega" molto caratteristica, un piccolo "negozietto" pieno di statuine del
"Presepe"; ce ne sono di tutti i tipi: la classica portatrice d'acqua e i pastori con le loro pecorelle immobili sugli scaffali, e le più sofisticate statuine animate come la donna che stende la pasta, il contadino che tira il mulo, la ragazza che apre la finestra della sua casa, il mugnaio che macina il grano... Ce n'è per tutti i gusti e di tutti i colori, grandi e piccole, belle e brutte, tutte ammassate in una specie di grande "Presepe", che quasi non ha lo spazio per respirare; tutte indaffarate nei loro plastici lavori! In un angolo, quasi nascosta, c'è anche la Capanna della "Natività". Maria e Giuseppe, il bue e l'asino, l'Angelo, la Stella e Gesù. Quasi non si vede in mezzo a tanto movimento, alle luci, alla carta che cerca di tracciare il profilo di qualche montagna, al muschio finto e alla sabbia del Deserto che serve ai Magi. Eppure c'è, è lì ed è il protagonista, nonostante nessuno degli "attori" sembri accorgersene. Ad un tratto, si ferma davanti a questa bizzarra vetrina un bambino dal profilo straniero, dalla carnagione olivastra e i capelli neri ondeggianti, e si incanta a guardare proprio quell'angolino, la Stella, l'Angelo, Maria, Giuseppe, Gesù. Rimane lì a bocca aperta, quasi sospeso, quasi avesse trovato una porta per entrare in quel piccolo "Spazio Sacro", un punto di contatto con quel Dio che forse neppure conosce e che si è fatto uomo anche per lui.
E penso, due battenti della stessa porta:
Gesù Bambino e la Chiesa di "Santa Maria Maddalena", che si aprono in mezzo alla gente per portare un annuncio di pace, di speranza, per accogliere anche il diverso, l'emarginato, lo sfruttato, lo straniero, il peccatore; tutta quell'umanità rappresentata in quelle strade, in quei "vicoli", tutte le nostre storie raffigurate plasticamente nel "Presepe" come tante statuine di diversi colori. Sono porte silenziose, come il lievito nella farina, sempre aperte, in attesa che qualcuno vi entri. A volte, però, queste porte ci trovano altrove, altre non riusciamo a vederle perché ci sembrano troppo nascoste, altre le lasciamo quasi volutamente in un angolino presi da tutto ciò che c'è di apparentemente più bello che distoglie il nostro sguardo: ma alcune trovano il nostro cuore attento e disponibile ad "entrare" per sostare...
E mi vengono in mente le parole di un'altra Canzone di De André: "Venuto da molto lontano / a convertire bestie e gente / non si può dire non sia servito a niente / perché prese la terra per mano / vestito di sabbia e di bianco / alcuni lo dissero Santo / per altri ebbe meno virtù / si faceva chiamare Gesù!".
Non importa a chi somigliamo: l'importante è che noi allunghiamo la nostra mano per lasciarci raggiungere dalla "Salvezza", per entrare nella "porta"!