ALLE "PORTE", DELLA "PASQUA"...

RITAGLI     CORRERE, A "VEDERE", PER "CREDERE"!     MISSIONE AMICIZIA

Nel suo "intimo", il "Discepolo", di Gesù, "vede", e "crede"...

"Gli occhi, dei risorti, sono quelli dei Discepoli, che corrono, amando, e che si lasciano stupire, dal vuoto, che abita il Sepolcro, perché sanno, e credono!"...

SR. MARTA AROSIO
("Missionarie dell’Immacolata", Marzo-Aprile 2016)

Nello scorso numero, salutavamo il nuovo anno, con un augurio di pace, ed ecco, che siamo, già, alle porte, della Pasqua! Il Tempo Liturgico, quest’anno, ci fa correre, come la nostra vita quotidiana, ci fa correre, dalla casa, all’Università, o al lavoro, dagli amici, o dalla visita, ad un parente, all’incontro, in Parrocchia: dal medico, al campo da calcio... Tante volte, ci ritroviamo fiacchi, al termine delle nostre giornate, e, riosservandole, nella calma della sera, ci sembra di non vedervi nulla, di straordinario: nulla, di speciale; presi, dal vortice, delle cose, abbiamo, a malapena, avuto la possibilità, di guardare, dentro la nostra storia, per essere i veri protagonisti: di aver giocato poco, il nostro coraggio, di essere! Anche i Discepoli hanno corso, quando hanno capito, finalmente, l’annuncio delle donne!
Hanno corso, incontro ad un Sepolcro, per trovarlo... vuoto! È, forse, questo, ciò, che succede, nella realtà, se continuiamo a correre, da una cosa, all’altra, senza "avere gli occhi, dei risorti"! Sì, gli occhi, dei risorti: quelli, dei Discepoli, che corrono, amando, e che si lasciano stupire, dal vuoto, che abita il Sepolcro, perché sanno, e credono, nonostante il buio, e i teli, svuotati di una presenza fisica (la superficialità, delle cose, insomma...), che quel luogo è abitato, che quei teli, ben piegati, sono un simbolo, un rimando, ad una Presenza Altra! «È che non abbiamo capito, veramente! È come, per il Discepolo amato: lui ha visto il sudario, i teli, certo, ma ha "creduto" il Risorto... Nel suo intimo, il Discepolo di Gesù "vede", e "crede"!» (
Christian De Chergé).
"Vedere", nell’intimo, e "credere": è quello che, anche le pagine, di questo numero, ci invitano a fare... Tra le tante storie, i tanti racconti, le tante parole, scritte nero, su bianco, c’è una "storia", la storia di una "presenza", per la quale vale la pena correre! Correre, da una casa, all’altra, per incontrare gli ammalati, come si racconta, nei "Frammenti Missionari"; da una regione, all’altra, del
Brasile, per affrontare le proprie paure, e scoprire la bellezza, e la sfida, della propria differenza, come hanno fatto Marivone, e Aluana; correre, per lasciare la propria casa, e intraprendere il "viaggio della vita", inseguendo un desiderio, messo nel cuore, dallo Spirito, come hanno fatto Sr. Luciana, e Sr. Gabriella; correre, per attraversare le nuove "porte", della Missione, che si aprono, in Bangladesh, in Papua, a Hong Kong... O correre, per aprire la porta di casa, e lasciarsi "abitare" dalla presenza dell’altro, o riscoprire se stessi, come ci raccontano Sr. Agnese, e i ragazzi, che hanno collabora al nostro "Cactus": o, ancora, correre, come il Buon Pastore, per cercare la centesima "pecorella smarrita", o come la donna del "Vangelo", che corre, a prendere la sua scopa, per ritrovare, sotto i mobili, la sua "dracma" perduta! "Per-corriamo", insieme, queste pagine, per scoprire nuovi orizzonti di senso, al nostro quotidiano correre, per aprire gli occhi, a quella Presenza che, da quando, apparentemente, non è più, ci accompagna, "sempre"... Buona Pasqua, a tutti coloro, che hanno occhi da risorti!