Madre Teresa: cent’anni
di "gratitudine"
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Con un
"messaggio" della "Superiora Generale", Sr. Mary Prema, ed
altre iniziative,
le "Missionarie della Carità" si preparano a celebrare
il "Centenario" della nascita della "fondatrice", che cadrà
il 26 Agosto del 2010.
Il 5 Settembre prossimo, intanto, si ricorderà il "12°" della morte,
mentre il 19 Ottobre ricorrono i sei anni della "Beatificazione".
«La sua "lezione"? Essere "tramite" dell’amore e della pace di Dio per i
poveri».
Laura
Badaracchi
("Avvenire",
2/9/’09)
Il 26 Agosto 2010 avrebbe
compiuto cento anni. E le sue «figlie», le "Missionarie
della Carità",
si stanno già preparando a vivere in preghiera i mesi che precedono il
"Centenario" della sua nascita. Agnes
Bojaxhiu,
conosciuta in tutto il mondo come "Madre
Teresa di Calcutta",
sarà ricordata innanzitutto Sabato, dodicesimo "Anniversario" della
sua morte, e il 19 Ottobre, giorno in cui, sei anni fa, la «piccola matita di
Dio» venne beatificata in Piazza San Pietro da Giovanni
Paolo II,
davanti a 300mila fedeli. A Pristina, capitale del Kosovo – terra di origine
dei suoi genitori – fervono i lavori per la costruzione di una
"Cattedrale" dedicata a lei, che dovrebbe essere ultimata proprio in
coincidenza con il suo «primo secolo» di vita. Ma "Sister
Mary Prema",
la 54enne di origine tedesca alla guida della "Congregazione" dal
Marzo scorso, sottolinea in che modo la «Madre» vorrebbe essere festeggiata e
quale regalo desidererebbe ricevere per questo "compleanno" speciale:
«La nostra sincera disponibilità a essere tramite dell’amore e della pace di
Dio per i poveri». In un "messaggio" in preparazione dell’evento,
diffuso dall’agenzia "AsiaNews", la nuova Superiora Generale delle
Suore vestite con il "sari" orlato di blu sintetizza il cammino
spirituale compiuto dalla giovane «Gonxha» che, in lingua albanese, significa
«bocciolo»: così mamma e papà chiamavano la piccola Agnes, "Premio
Nobel per la Pace" nel 1979. «È diventata Madre Teresa di Calcutta –
ricorda Suor Prema – dedicando tutta la sua vita a Dio nel servizio per i più
poveri dei poveri. Lei ha compiuto piccole cose con grande amore. Ha
riconosciuto e amato la dignità di figlio di Dio in ogni persona». Una
"chiamata nella chiamata", come la definì la stessa
"Beata".
Originaria di Skopje
(oggi capitale della Macedonia),
entra diciottenne fra le "Suore di Loreto" e prende il nome di Suor
Maria Teresa del Bambin Gesù. Insegna storia e geografia, ma a 38 anni lascia
il Convento e le alunne per servire i poveri negli "slum" di Calcutta:
"moribondi" e "lebbrosi", malati e bambini abbandonati.
Colpite dal suo gesto, alcune sue studentesse la seguiranno in questa scelta
"radicale".
«Madre Teresa ha aperto il suo cuore all’amore verso tutti. È lei che
continua a invitare tutti noi ad aprire i nostri occhi per scorgere la dignità
di figlio di Dio nel povero, e a portare pace e gioia attraverso il nostro umile
servizio. L’amore comincia nella casa, e oggi io posso essere il tramite dell’amore
per questa persona», rileva ancora la Superiora Generale delle
"Missionarie della Carità" nel suo "messaggio" di apertura
del "Centenario". Risale al 1980 il suo primo incontro con la
"fondatrice", a Berlino. «Che il messaggio di Madre Teresa dell’amore
che Dio offre a ogni uomo, donna e bambino possa renderci consapevoli che Dio ci
ha creati per cose grandi, per amare ed essere amati», conclude "Sister
Prema" – in "sanscrito" il suo nome vuol dire «amore puro e
santo» – , eletta il 25 Marzo scorso dopo che Suor
Nirmala Joshi,
in carica per due "mandati" consecutivi dalla morte della
"fondatrice", ha passato il testimone per motivi di salute e per
dedicarsi alla preghiera.
Sarà proprio Sister Nirmala a guidare gli "esercizi spirituali" in
programma dal 6 all’11 Settembre nell’Arcidiocesi di Taipei (Taiwan),
promossi dal "Pontificio Consiglio Cor Unum" per il "Continente
Asiatico"; previsti circa trecento partecipanti, impegnati nelle
"Caritas" diocesane o nazionali e in altri "organismi
caritativi". Intanto la tomba di Madre Teresa, nel Convento di "Chandra
Bose Road", continua ad essere meta di "pellegrinaggi": le Suore
raccontano di un flusso ininterrotto di persone di ogni età e ceto sociale, che
vengono a rendere omaggio alla «Madre». Che in vita aveva affermato: «Se mai
diventerò una "santa", sarò certamente una "santa del
nascondimento":
mi assenterò in continuazione dal "Paradiso" per recarmi sulla terra
ad accendere la luce di quelli che si trovano nell’oscurità». Ora la sua
"missione" viene proseguita dalle "religiose", dal ramo
"contemplativo" femminile e maschile da lei fondati, da Sacerdoti e
"religiosi", oltre a migliaia di "laici" collaboratori e
"volontari", che in tutto il mondo affiancano le sue «figlie»
accanto agli "ultimi".