IL CONFRONTO COL POPOLO

Jefim Fischtein, "editorialista" del quotidiano «Lidove Noviny»,
analizza le ricadute della "visita papale",
su una popolazione che appare fortemente "secolarizzata",
ma non ostile verso la "Chiesa".

RITAGLI     «L’incontro coi "cechi"     DOCUMENTI
per riconciliare e risvegliare la fede»

Una presenza "simbolica", quella del Papa,
percepito oltre che come "Vicario di Cristo",
anche come un "tedesco", che aspira a una migliore "comprensione" reciproca.
Famiglia minata dalla "legalizzazione" di unioni "gay" e "di fatto".

Fedeli della Repubblica Ceca accolgono con fiducia Papa Benedetto XVI!

Da Praga, Giovanni Bensi
("Avvenire", 27/9/’09)

Il Papa celebrerà oggi la Messa a Brno, una città che in modo particolare ha subito gli orrori della "Seconda Guerra Mondiale", l’annientamento degli "ebrei", l’espulsione dei "civili" tedeschi dopo la guerra, con numerose vittime. Può la visita di Benedetto XVI, egli stesso "tedesco", servire da segno di riconciliazione? Poniamo la domanda a Jefim Fischtein, già "Direttore" del quotidiano ceco "Lidove Noviny", ora "opinionista" del medesimo giornale e "commentatore" della televisione ceca. Gli parliamo un’ora prima che egli si rechi alla "cerimonia ufficiale di benvenuto" a Benedetto XVI al "Castello di Hradcany". «Indubbiamente può essere un segno di riconciliazione. L’opinione pubblica ceca percepisce il Papa non solo come "Vicario di Cristo" in terra, ma anche come persona di origine "tedesca" che aspira al raggiungimento di una comprensione reciproca».

Nei "discorsi" dopo l’arrivo a Praga, il Papa ha sottolineato di essere preoccupato dal livello di "secolarizzazione" della società ceca e ha invitato "credenti" e "non credenti" al "dialogo". Ci sono in "Cechia" le basi per questo "dialogo"?

È noto che la società ceca è la meno "credente" di tutta Europa, ma ancora il Predecessore di questo Papa, Giovanni Paolo II, sottolineava come oltre alle "virtù religiose" vi siano anche le cosiddette "virtù laiche", come la laboriosità, l’onestà, eccetera. In questo senso anche l’attuale Papa, Benedetto XVI, ha sottolineato che la società ceca ha queste "virtù laiche", benché egli desideri che abbia anche le "virtù religiose".

La causa dall’alto livello di "scetticismo" in "Cechia" è vista dal Papa nei 40 anni di "comunismo": un’"ideologia", come ha ricordato, fondata sulla "menzogna". C’è anche qualche altra causa?

Io sono convinto che non sia solo così. Il "comunismo" è solo la spiegazione più semplice: anzitutto vi sono popoli a noi vicini, come i polacchi e gli slovacchi, che hanno subito esattamente gli stessi anni di "comunismo" e ciononostante sono rimasti profondamente "credenti". Inoltre, i cechi erano poco "credenti" anche prima e spesso tendevano alle "eresie", come quella degli "hussiti". Ma bisogna dire che l’opinione pubblica ceca è sempre stata molto conciliante, tollerante, non vi sono manifestazioni di acceso "anti-cattolicesimo". Adesso la "Chiesa Cattolica" sta a poco a poco riguadagnando le sue posizioni e credo che a questo proposito il Papa abbia motivo di soddisfazione: nessuno qui manifesta inimicizia nei suoi confronti, al contrario io credo che anche quei segmenti della società ceca che non credono, guardino a questa visita come a un fatto di alto valore "simbolico".

Il Papa ha dato un lusinghiero "giudizio" su Václav Havel. Qual è l’atteggiamento dell’ex Presidente verso il "cristianesimo"?

È estremamente contraddittorio, come quello di molti altri cechi. Più volte egli ha dichiarato di non essere un fedele di una religione "determinata", ma è un uomo che, come molti cechi, sente che vi è «qualcosa di più alto di noi». Da questo deriva che egli si interessa, per esempio, al "taoismo" e al "buddhismo", spesso ha invitato il Dalai Lama, propone "meditazioni ecumeniche" con i rappresentanti delle più diverse "confessioni". Egli percepisce anche il Papa come autorità "spirituale", e io penso che il Papa lo ricambi: egli incontrerà Havel e percepirà questo incontro come un fatto, appunto, "spirituale".

A proposito, che cosa ne è oggi dell’eredità di «Carta 77», il "manifesto" per la libertà degli "intellettuali" sotto il "comunismo"?

È difficile dire, perché la società ceca è caratterizzata in gran parte da sfiducia verso la politica. Allora la «Carta» fu una forma di partecipazione alla "vita politica". Ma oggi pochi si sentono attratti dalla politica. La «Carta» è rimasta una sorta di "eredità spirituale".

Il Papa ha espresso preoccupazione per la caduta dei "valori" della "famiglia". Come vanno le cose in "Cechia"?

Abbiamo un alto numero di divorzi, più o meno la metà dei matrimoni si "sfalda", vi è la graduale "legalizzazione" di altre forme di "matrimoni" diverse da quello "etero-sessuale", in particolare le unioni "gay", varie forme di "partenariato". È in corso una discussione pubblica e molti sostengono che la famiglia deve essere salvata. Un impulso in questo senso si attende anche dalla visita del Papa. Per quanto riguarda i "partiti", solo i "cristiano-democratici" evidenziano le esigenze della famiglia nei loro programmi. Gli altri ignorano il problema.