"DIALOGO E FEDE"

RITAGLI     "Medio Oriente": rileggiamoci il "Sinodo"!     DOCUMENTI

L'abbiamo "archiviato" dentro stretti "schemi".
Invece, l'"Incontro" dei "Vescovi", in Ottobre, a Roma,
ha detto su "giovani" e "cittadinanza" parole,
che i fatti hanno dimostrato essere "profetiche".

Giorgio Bernardelli
("Mondo e Missione", Aprile 2011)

Tra le tante letture dei fatti in corso in Medio Oriente, ce n'è una che sembra mancare all'appello: in pochi, anche dentro al Mondo Cattolico, sono andati a riprendere in mano il "Messaggio al Popolo di Dio", diffuso in Ottobre al termine del "Sinodo" che ha visto riuniti per la prima volta i Vescovi provenienti da quest'area del Mondo. Ed è un vero peccato! Perché rileggendolo oggi ci si accorgerebbe di come quell'Evento – ingiustamente rinchiuso dalle Cronache dentro orizzonti molto ristretti – sia stato un momento in qualche modo Profetico.
Penso in particolare a due sottolineature, che assumono un significato nuovo alla luce dei fatti di queste settimane. La prima è l'attenzione rivolta ai giovani, il vero nervo scoperto del Medio Oriente. Sui Giornali si è fatto molto colore sulla
Rivoluzione organizzata attraverso "Facebook" e "Twitter", si è messo l'accento sulla disperazione di questa generazione, ma si è faticato molto a dare credito ai ragazzi di Tunisi, Il Cairo o Bengasi. Come se il loro destino fosse comunque destinato a sfociare nel bivio tra il ritrovarsi "burattini" nelle mani dei Fondamentalisti, oppure salire su un "barcone" diretto a Lampedusa.
Vale la pena, allora, di sottolineare la distanza tra questo atteggiamento e lo sguardo sul Medio Oriente espresso dal "Sinodo". Perché già ad Ottobre, prima ancora che le Proteste scoppiassero, i Vescovi sembravano chiedere proprio ai giovani un sussulto di responsabilità nei confronti delle proprie Società. «Siate Cittadini responsabili e Credenti sinceri!», scrivevano ai ragazzi e alle ragazze Cattoliche. Aggiungendo che: «La
Chiesa si unisce a voi nelle vostre preoccupazioni di trovare un lavoro, in funzione delle vostre competenze!». Ma, insieme, mettevano anche in guardia i giovani da un pericolo concreto: «Superate la tentazione del materialismo e del consumismo! Siate saldi nei vostri valori Cristiani!».
Anziché accontentarvi delle promesse di benessere dell'"Autocrate" di turno o delle "sirene" al di là del
Mare, siate Cittadini: questo hanno detto i Vescovi ai giovani del Medio Oriente. E questa – pur con i limiti di un percorso che è tutt'altro che lineare – è la strada che nelle Piazze di tutta la Regione (da quella trionfale del Cairo, a quelle represse brutalmente di Teheran) centinaia di migliaia di giovani hanno mostrato di volere imboccare.
Giovani Cristiani insieme a giovani Musulmani. Ed anche su questo il "Sinodo" aiuta a leggere davvero la realtà. Perché a volte, guardando al Medio Oriente, si corre il rischio di cercare la soluzione specifica per i Cristiani perseguitati, come se si potesse davvero isolare la questione del Diritto alla
Libertà Religiosa da tutto il resto. Invece i Vescovi a Roma erano stati estremamente chiari: «Abbiamo riflettuto sulle relazioni tra Concittadini, Cristiani e Musulmani – scrivevano in un altro passaggio fondamentale del "Messaggio Finale" del "Sinodo" – . Dio vuole che noi siamo Cristiani, nel e per le nostre Società del Medio Oriente! Il fatto di vivere insieme Cristiani e Musulmani è il piano di Dio su di noi, ed è la nostra Missione e la nostra Vocazione. In questo ambito ci comporteremo con la guida del Comandamento dell'Amore e con la forza dello Spirito in noi. Noi siamo parte integrale delle nostre Società. La nostra Missione, basata sulla nostra Fede, e il nostro dovere verso le nostre Patrie ci obbligano a contribuire alla costruzione dei nostri Paesi, insieme con tutti i Cittadini Musulmani, Ebrei e Cristiani!». Nel e per le Società del Medio Oriente, anche in questa transizione che si annuncia difficile. È quanto chiedono i Vescovi ai Cristiani locali. Ma deve valere anche per il nostro modo di guardare a ciò che si sta muovendo in questi Paesi!