FEDE E MISSIONE

Mons. Giuseppe Nazzaro: «Un "filo rosso", tra il "Poverello", e il Papa».

RITAGLI     Da Francesco, una "via di pace",     DOCUMENTI
anche per il "Medio Oriente"

Il Vescovo, e "Frate Minore", già "Custode" di Terra Santa,
e "Vicario Apostolico" di Aleppo:
«C’è bisogno, di "spogliarsi" dalla "corsa alle armi",
come di rinunciare alla "mondanità"».

Papa Francesco, tra la folla dei fedeli, in cammino per le vie di Assisi...

Giorgio Bernardelli
("Avvenire", 6/10/’13)

«Ha centrato, in pieno, lo spirito "Francescano"!». Dal Libano, dove si trova in questi giorni, non nasconde la sua gioia, il Vescovo Giuseppe Nazzaro, "Frate Minore", già "Custode" di Terra Santa, e poi – fino a pochi mesi fa – Vicario Apostolico di Aleppo, nella Siria, da oltre due anni sfregiata dalla guerra. «Le parole, pronunciate da Papa Francesco ad Assisi, lui le ha lette, avendo ben presente "il grido di chi piange"... Ed è a partire da questa esperienza, che ci aiuta ad approfondire il richiamo al senso più autentico della pace di Francesco!». «San Francesco è l’uomo della pace, che scaturisce dal cuore amante del Figlio di Dio – spiega Padre Nazzaro – . Solo chi ama, è capace di parlare veramente di pace... Ed è un atteggiamento, che si porta nel cuore: se non lo possediamo, saremo sempre falsi uomini di pace!».

C’è un "filo rosso", che lega, tra loro, le "parole" sulla "pace", e quelle sulla "povertà"?

«Francesco venne in Medio Oriente inerme, spoglio di tutto! Il suo gesto, era quello di chi vuole portare l’amore del Cristiano, anche nell’incontro con il Sultano. Nel suo Testamento, ai Frati, disse: andate tra i Saraceni, ma non a dire loro "dovete convertirvi"... Andate a testimoniare il vostro Cristianesimo, che è amore, servizio umile, disponibile per tutti! Ecco, è proprio questo, ciò che il Papa ripete a noi, e al mondo intero. E lo fa, indicando che esiste pure un’idea falsa, di Francesco: quella della "sdolcinatura". No, lui non è questo! Perché Francesco è l’uomo che si è "spogliato" di tutto, per amore di Cristo, il Figlio di Dio, fattosi per amore uno di noi. Ed è da questa "spoliazione", che nasce l’obbedienza al Padre!».

Da che cosa dovrebbe "spogliarsi", il "Medio Oriente" di oggi, per ritrovare la "pace" di Francesco?

«La prima risposta, che mi viene, è spogliarsi della corsa alle armi; quanto ce n’è bisogno... Ma, rinunciare alla mondanità – come dice il Papa – , vuole dire anche non correre, noi per primi, dietro a tanti fardelli, che vogliamo metterci addosso, con la nostra smania di fare! L’ho visto pure in Siria, persino dentro la tragedia della guerra: nelle nostre Chiese, c’è chi pensa già agli edifici danneggiati, e a come ricostruirli. Ma, la nostra Vocazione, non è questa: non è ricostruire palazzi! Soprattutto in un momento di così grande sofferenza, le nostre energie devono essere spese per renderci disponibili per gli altri. Anche in Medio Oriente, troppe volte, noi siamo rimasti invischiati nelle cose materiali, e non siamo stati il Volto del Cristo povero, inerme, nudo, che Papa Francesco ci richiama!».

Francesco incontrò il "Sultano", a Damietta, in Egitto, un altro "Paese", dove lei ha vissuto a lungo... Che cosa resta, di quel "gesto"?

«Ho vissuto in Egitto per quindici anni, e ho sempre visto i "Francescani" lavorare in mezzo alla gente, tra i più poveri! È una Comunità che, già con la fine del Colonialismo, ha capito che era arrivato il momento di scrollarsi di dosso tutto ciò che ci impedisce di essere testimoni inermi dell’amore. Mi ricordo che, fin dai primi giorni, mi sono detto: è inutile stare qui, a piangere il passato; dobbiamo vivere in questa epoca, condividendo le sofferenze di chi è più povero!».

E, che cosa può voler dire, portare questa "pace", di Francesco, nella sua Aleppo, oggi "dilaniata" dalla "guerra"?

«Stare il più vicino possibile, alle tantissime persone che soffrono! In questi giorni, in Libano, sto incontrando molti Profughi, arrivati dalla Siria: ascolto i loro racconti... E tutti mi raccontano, che i Frati condividono la sorte dei più deboli, sopportano le stesse privazioni! È sempre il messaggio di Francesco: "Andate, vivete con la gente: siate loro vicini, per portarli all’amore di Dio!". Solo così, si fa spazio alla grazia, e si può infondere speranza!».