L’"AFRICA"IN "CAMPO"...

RITAGLI     Un "calcio" alla "guerra"     MISSIONE AMICIZIA
sognando il "Manchester"!

Senza saperlo, Padre Berton ha fatto di un "ex bambino-soldato"
un "calciatore" del "Manchester United".
E continua a «salvare» molti altri ragazzi, con una "palla" e un "campo da calcio".

Campionato del Mondo di Calcio: Sudafrica 2010...

P. Giuseppe Berton*
("Mondo e Missione", Maggio 2010)

La Sierra Leone non è granché nel "calcio". Nei "Campionati Internazionali" la mettono subito in "panchina". Però la mia piccola "gloria" ce l'ho anch'io; il "portiere" l'ho tirato su io, anche senza saperlo. Me lo hanno fatto sapere gli amici. Figuriamoci se mi ricordavo di Christian Caulker! In quei tempi, quando dovevi stare attento a girare l'angolo perché non ti sparassero, quando i ragazzini come lui li rubavo al "Fronte Unito Rivoluzionario" ("Ruf"), quando magari un "taxi" misericordioso te ne portava uno a casa, svenuto e pieno di "droga", ma con l'"arma" stretta in mano... in quei tempi di Christian Caulker me ne sono passati tremila tra le mani. Ho dovuto fare uno sforzo per ricordare. E difatti non mi sarebbero venuti alla memoria quei tempi, dieci anni fa... Dieci anni così intensi e "drammatici", che bisognava dimenticarli per lasciare spazio vitale al "cervello" perché potesse funzionare. È stato uno dei miei "ex ragazzi", ora sposato, che allora mi organizzava la squadra di "calcio". Mi portò Christian e me lo ha riportato quando abbiamo celebrato il "Venticinquesimo" del "Family Homes Movement", dentro il quale Christian ha ritrovato se stesso e Dio. Ed ora è pronto per il "sogno" del "Manchester United".
Rimuginavo nella mia mente e qualche "ricordo" ritornava, come quel "campetto" pieno di sassi, abbastanza grande da poterlo dichiarare "regolare", dove ancora giochiamo. Anche questo è un bel "sogno", il poterlo mettere a posto, dargli una "dignità", non foss'altro perché ha il merito di avere partecipato alla "cura terapeutica" di tanti ragazzi, che sfogavano la loro "aggressività" nella "competizione". Un'"aggressività" così esasperata da diventare una "malattia" difficilmente curabile e della quale ancora oggi vedo le "tracce" in tanti giovani che mi stanno accanto.
Erano tempi difficili allora, ma con l'"urbanizzazione" sono tempi difficili anche oggi. Purtroppo ben pochi pensano a creare gli "spazi" necessari, perché con una "palla" i nostri ragazzi possano sfogare la loro "aggressività", stare insieme in "campo", imparare qualche "regola"... Il "calcio" qui non è solo un "gioco". Può avere un importante valore "educativo". Tanto più importante in un "Paese" che esce da un'orribile "guerra civile", che ha lasciato strascichi di odio, "frustrazione" e "disillusione". È un modo per togliere i ragazzi dalla "strada" e per convogliare le loro "energie" represse. E così, la "storia" di Christian mi ha convinto a cambiare le mie priorità: prima, il "campo da calcio"; poi, lì vicino, un piccolo "bar", una sorta di "rifugio" per gli uomini, per evitare che facciano di peggio; e quindi, un po' più lontana, la "Chiesa", per proteggere i vetri dalle "pallonate", visto che ne ho già rimpiazzati un bel po'!  
«Father, father, a ball! Padre, padre, una "palla"!». Io ne tengo sempre una in macchina, che lancio dal finestrino. Non si tratta certo di una "palla" costosa; basta una "pallina da tennis" per far sognare il "Manchester United". Ti lascia incantato in città, dove il "traffico" è intenso e caotico, vedere come se la cavano a giostrare quella "palla" tra il passaggio di una macchina o di una moto.
Recentemente, con la
"Coppa d'Africa", si è sviluppato un "tifo" incredibile. Un giorno, non trovavo più il ragazzo che mi accompagna in macchina. Quando è tornato, gli ho chiesto dove fosse andato. «A vedere l'"Arsenal"!», mi ha risposto. «Ma dove?», chiedo stupito. «Laggiù!». E intanto puntava il dito verso una "baracca" scalcinata. Invece, era la "sala cinematografica". Mille "leoni" (la "moneta locale"), una briciola di "euro", ed era contentissimo perché la "squadra" del cuore, a diecimila chilometri di distanza, aveva vinto. Ora si avvicina la "Coppa del Mondo". Sto cercando di aggiustare gli "orari" della "Messa", perché altrimenti, se coincidono con le "partite", in "Chiesa" non ci viene più nessuno! Una soluzione la troviamo. Specialmente se il "calcio" ci può aiutare a vivere meglio insieme. Anche la "fede"!

* "Missionario Saveriano" in Sierra Leone