ITALIA E "MISSIONE"...

RITAGLI     Un «soprassalto» di "Vangelo"!     DOCUMENTI

Per custodire la «differenza Cristiana», il "compito" di oggi è lo stesso di sempre:
essere "testimoni" credibili della "Buona Notizia".

ENZO BIANCHI*
("Mondo e Missione", Marzo 2011)

Anche l'Italia è oggi Paese di Missione? Un interrogativo che riprende quello posto dal Card. Suhard di Parigi nel 1943 in pieno Conflitto Mondiale e che può suonare provocatorio nel "150° Anniversario dell'Unità d'Italia", una Nazione formatasi sì in modo indipendente quando non in opposizione rispetto alla Chiesa, ma anche abitata da una popolazione per secoli profondamente Cristiana e Cattolica.
Eppure questo interrogativo apparentemente paradossale – concepire come «Terra di Missione» un
Mondo che ha ricevuto il Vangelo di Gesù Cristo dalla predicazione degli stessi Apostoli Pietro e Paolo – in questi ultimi anni non è stato evaso dalla Chiesa che è in Italia e dai suoi Vescovi: non è un caso se gli "Orientamenti Pastorali" predisposti dalla "Cei" per il Decennio scorso e per quello appena iniziato insistono con forza, fin dal Titolo, sulla necessità di Evangelizzare: «Comunicare il Vangelo in un mondo che cambia» ed «Educare alla vita buona del Vangelo» sono esigenze avvertite come ineludibili per i Cristiani presenti e attivi nel tessuto sociale e quotidiano del nostro Paese. Preoccupazioni e sollecitudini Pastorali più che giustificate se guardiamo non solo alle Statistiche sul numero dei Battezzati, dei praticanti, delle Vocazioni Religiose e Presbiterali, dei Matrimoni Religiosi, della frequenza ai Sacramenti... ma anche e soprattutto al tessuto Etico del Paese, al clima Culturale prevalente, all'incidenza del Laicato Cattolico nella costruzione della "Polis" comune.
Non si tratta di dimenticare o sottovalutare le numerose testimonianze, preziose quanto alle volte oscure, che tanti Cristiani danno quotidianamente con il loro vivere e operare; si tratta piuttosto di chiederci se la nostra vita di credenti è ancora capace di eloquenza, di manifestare la «differenza Cristiana», quel «tra di voi non è così» che Gesù ha lasciato come monito rispetto al modo di comportarsi nei confronti degli altri e nella gestione del bene comune.
Il contributo che i Cristiani sono chiamati a dare alla nostra Società, nel pieno rispetto della Laicità dello spazio pubblico e nella fedeltà alla propria Vocazione e identità, è allora quello di un «soprassalto» di Vangelo: un ricollocare al cuore del pensare, del parlare e dell'agire Cristiano la buona notizia di Gesù di Nazareth. Nessuna «fuga dal Mondo» – come se si trattasse di realtà negativa da evitare – , nessuna pretesa di essere migliori degli altri, nessuna delegittimazione dell'Annuncio «Ad Gentes» (come se l'unica Missione fosse qui), nessun arroccamento, ma neanche nessun cedimento a mentalità che considerano scontati o privi di valenza Etica comportamenti lesivi della dignità umana.
Nel vissuto quotidiano vi sono scelte, a volte anche sofferte, che la Fede Cristiana impone e ispira: spetta ai Fedeli, a ciascun Battezzato assumersi le proprie responsabilità, porsi all'ascolto della Parola di Dio, lasciarsi guidare dalla coscienza e collaborare così all'edificazione di un Mondo più giusto e solidale. Accade in Italia come ad ogni latitudine: la testimonianza della vita non sostituisce l'Annuncio esplicito del Vangelo, ma lo rende comprensibile a tutti, perché l'amore che sappiamo mostrare verso il prossimo è il segno più eloquente dell'amore che nutriamo per Dio e dell'amore che Dio riversa sull'umanità intera.
Oggi come sempre, la Fede non è questione di numeri ma di convinzione profonda e di grandezza d'Animo, non si nutre di strategie di mercato ma di fiducia accordata e ricevuta, non trae ispirazione da logiche di inimicizia ma dall'ascolto dell'altro e di ciò che gli arde nel cuore. La «Missione» che attende oggi i Cristiani, in una Società come quella Italiana così come ovunque nel Mondo, è quella di sempre: essere testimoni credibili di quel Dio che «ha tanto amato il mondo da dargli il suo unico Figlio»!

* "Monaco" e "Priore" di Bose