"BAMBARAN"

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Alcuni "giovani", in Guinea, sono un "esempio" positivo,
di come "tradizione", e "modernità", possano convivere.

SR. ALESSANDRA BONFANTI*
("Mondo e Missione", Marzo 2017)

Willbointche (in lingua "Balanta", significa "cosa bella") è una ragazzina, che frequentava la nostra Scuola Elementare, in un villaggio della Guinea Bissau! All’età di sei anni, la famiglia l’aveva già "promessa in sposa" a un uomo molto più vecchio di lei, che aveva già due mogli... La bambina non voleva accettare quell’imposizione e, ogni volta che veniva chiamata, per dare un segnale di accettazione, si rifiutava, nonostante il papà e lo zio insistessero, perché avevano già stipulato il contratto con lo sposo! Ero andata a trovare la famiglia, per chiedere di lasciarle finire la scuola, prima di darla in matrimonio... Avevano accettato, e così Willbointche era riuscita a terminare la Classe Sesta, che corrisponde alle nostre Medie! Un giorno, che ero andata a visitare la scuola, la ragazzina mi aveva chiesto un passaggio, per andare in città! Era vestita in modo moderno, con "jeans", e capelli ben sistemati... Allora le ho detto: «Io ti porto in città, ma poi, per tornare, non ci sono più mezzi di trasporto!». E lei mi risponde: «No, io non torno più: non voglio sposare quell’uomo!». Sono rimasta senza parole, ma non potevo lasciarla lì!
Poi, per anni l’ho persa di vista, e non ne ho saputo più nulla... Finché, qualche tempo fa, ho partecipato a un incontro, con varie organizzazioni, presenti in
Guinea! A un certo punto, mi si avvicina una ragazza ben vestita, con uno stile elegante, e mi chiede se mi ricordavo di lei. Era impossibile, riconoscerla! Allora, mi ha detto che era Willbointche!
Dal giorno in cui l’ho portata in città, ha continuato a studiare, ed è arrivata a laurearsi in diritto... E ora difende le ragazze, che fuggono dal "matrimonio forzato"! La famiglia, adesso, è orgogliosa di lei... E io l’ho abbracciata felice, e meravigliata! Ecco un esempio positivo, di come tradizione, e modernità, possano, positivamente, stare insieme! Quando sono arrivata in Guinea, dopo lo studio della lingua locale, il
"Criolo", guardavo incuriosita questi giovani... Lavoravo con loro: in particolare, con le ragazze! Mi rendevo conto che, come in tutti i Paesi, i giovani sono figli dell’incontro tra tradizione e modernità, passato e futuro, legati alla memoria, e con un desiderio forte, per tutto ciò che è innovativo!
La "globalizzazione" sta segnando il mondo intero, e anche la Guinea non ne è esclusa, in particolare il mondo giovanile! L’essere "moderni", spesso, corrisponde a vestirsi come in Occidente, e copiare certi atteggiamenti... Purtroppo, questo incontro, fra cultura tradizionale, e cultura Occidentale, fa nascere false illusioni, e non libera dai blocchi del passato! È facile che i giovani
Guineani siano attratti dagli aspetti negativi della "società Occidentale" (consumismo, alcolismo, droga, prostituzione, infedeltà...), senza, però, liberarsi da antiche superstizioni, e perdendo molti valori del passato... Un esempio tipico, è proprio quello del matrimonio! Tradizionalmente, era sacro, ed era impensabile avere figli, prima di sposarsi: ora, è comune, anche in giovanissima età, a volte a quattordici o quindici anni, senza prospettive di matrimonio... La "poligamia", che aveva la sua dignità, perché era un rapporto ufficiale di fronte alla società, è sostituita, nelle città, con una serie di vite parallele, ovvero una moglie ufficiale, e poi altre, fuori del matrimonio! Sono situazioni, che penalizzano la donna e, soprattutto, i figli, a causa della loro instabilità!

* "Missionaria dell’Immacolata" in Guinea Bissau