"BAMBARAN"

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Il "compito" di portare l’"acqua" a "casa", attingendola dal "pozzo",
spetta alle "donne", in molti "Paesi" dell’Africa.

SR. ALESSANDRA BONFANTI*
("Mondo e Missione", Giugno-Luglio 2017)

La ricerca dell’acqua è un compito gravoso, che incombe su milioni di donne, in tutte le regioni del mondo... Nell’"Emisfero Sud", le donne passano gran parte del loro tempo, in cammino verso i pozzi, per portare a casa, per la loro famiglia, tra i quaranta, e sessanta litri, d’acqua, al giorno! Passano molte ore in fila, davanti ai pozzi e, nel periodo secco, vi si recano, spesso, durante la notte, nella speranza, di trovare delle file d’attesa, meno lunghe!
In
Guinea Bissau, attingere acqua è uno dei lavori, tipicamente, femminili: per tradizione, è la donna, che va alla fonte!
Salí Mane ha undici anni, e vive in un villaggio... Ogni mattina, prima di andare a scuola, si reca al pozzo più vicino del villaggio, per prendere l’acqua, per tutta la sua famiglia!
L’acqua, in
Guinea, è rara e, dunque, preziosa... Durante il periodo secco, donne e bambini sono, allora, costretti a percorrere lunghi tragitti, per procurarsi l’acqua! È un lavoro faticoso: i pozzi sono profondi, occorre forza per attingere e, una volta pieni, i recipienti di plastica sono molto pesanti, da caricare in testa!
Salí conosce bene l’importanza di quell’acqua, e fa di tutto, per non perderne nemmeno una goccia... L’acqua verrà utilizzata, per diversi usi, durante la giornata: per l’igiene personale, e per dissetarsi, per cucinare, lavare le stoviglie, innaffiare le piante... L’uso dell’acqua viene gestito, con parsimonia, nei luoghi dove mancano i rubinetti! L’acqua è un bene primario, determinante per la sopravvivenza... L’accesso, a questa preziosa risorsa, è un diritto, che, però, in molti Paesi, è negato! Le cifre dell’
"Onu" parlano di mille bambini, al giorno, che muoiono, a causa di malattie, collegate alla scarsa qualità dell’acqua: infezioni, malattie diarroiche, tifo, amebiasi, e altre... Molte famiglie, soprattutto nelle aree rurali, non hanno l’acqua corrente, nella propria abitazione, un pozzo in cortile, un serbatoio, o una fontana, nelle vicinanze! Per procurarsi l’acqua, bisogna trasportarla, da lontano, in alcuni casi, con più viaggi!
Per molte persone, in Guinea Bissau, l’acqua potabile è ancora un sogno... A casa nostra, per esempio, abbiamo dei filtri, ma la maggior parte della gente beve acqua, non filtrata! Il Paese è povero, d’acqua dolce: nonostante i fiumi siano numerosi, per la maggior parte sono salmastri... Nei villaggi, l’unica possibilità di avere dell’acqua dolce, da bere, e per uso domestico, è di sottrarla alla terra, scavando dei pozzi tradizionali, vere e proprie buche superficiali, nel terreno!
Migliorare l’accesso all’acqua è, sicuramente, una priorità, in questo Paese... Se fosse disponibile, e potabile, il rischio di malattie diminuirebbe, in modo drastico!
Le donne, inoltre, potrebbero praticare l’orticoltura, migliorando l’alimentazione della propria famiglia, e producendo un reddito aggiuntivo!
In città, alcune famiglie hanno già l’acqua in casa, ma sono la minoranza, ed altre, invece, vanno ancora al pozzo: non è strano, vedere donne, con il recipiente dell’acqua in testa, in mezzo al traffico urbano!

* "Missionaria dell’Immacolata" in Guinea Bissau