DAL "MONDO ARABO"...

RITAGLI   Una "fame" di "dignità"   MISSIONE AMICIZIA
che ci tocca da vicino!

Le "Rivoluzioni Popolari", che stanno sconvolgendo il "Mondo Arabo",
esprimono una voglia di "cambiamento",
dove i "giovani" sono "protagonisti".
E chiamano in causa un "Occidente", colpevolmente "distratto".

Paolo Branca*
("Mondo e Missione", Agosto-Settembre 2011)

Il Generale Ben ‘Ali in Tunisia, il Generale Mubarak in Egitto e il Colonnello Gheddafi in Libia, dopo – rispettivamente – 23, 30 e 42 anni di potere, sono stati risolutamente contestati dai loro Popoli! Una sorpresa, per molti, ma – a ben vedere – ci sarebbe invece da stupirsi che non sia accaduto prima. Regimi dispotici, inetti e corrotti hanno avuto vita fin troppo lunga, spesso reggendosi sul semplice ricatto che avrebbero potuto esser sostituiti da Governi ancora peggiori. Un semplice gioco delle parti: eredità dell'epoca della "Guerra Fredda". L'Occidente, ossessionato dall'idea che qualche territorio strategico o ricco di materie prime finisse nell'orbita Sovietica, ha favorito qualsiasi tipo di Governo, purché "amico" e pertanto definito "moderato", ed all'interno del Mondo Arabo ha lasciato che i "Movimenti Islamisti" fossero utilizzati per neutralizzare quasi ogni forma di opposizione Laica. La peggiore delle conseguenze è stata la sostanziale "strozzatura" della "classe media" che, come sappiamo dalla storia, è sempre stata il motore delle Rivoluzioni Liberali. Pochi e corrotti privilegiati, che dominano una massa di diseredati, è a lungo sembrato conveniente, ma in una prospettiva di assai corto respiro. Gli Egiziani, ad esempio, sono oltre 80 milioni e, dato il tasso d'incremento demografico, tra 20-30 anni potrebbero essere il doppio. Non credo che potremo salvaguardare la nostra sicurezza, né quella dello stesso Israele, se i nostri così numerosi vicini non avranno condizioni di vita almeno decenti a casa loro.
Che l'iniziativa di cominciare a cambiare le cose sia stata presa dai giovani Arabi può costituire un elemento estremamente positivo. Esportare la Democrazia con la forza si era rivelato non solo impossibile, ma addirittura controproducente. Si è trattato di una mobilitazione soprattutto giovanile, diffusasi fulmineamente tramite i "Social-Networks" ed i "telefonini". Ragazzi e ragazze istruiti e senza prospettive, in cerca di dignità e di libertà troppo a lungo negati. Pensarli come arretrati, destinati dalla loro stessa Cultura o Religione a vivere per sempre in una gabbia è stato un errore, per rimediare al quale ora non basterà la tiepida simpatia con cui abbiamo assistito al loro tentativo di riscatto.
La lezione che ci arriva dalle "Piazze" di
Tunisi, del Cairo e di Tripoli è paradossalmente quella di saper guardare al futuro. Certo, tra quanti tenteranno di cavalcare l'onda ci saranno anche loro, così come altri cercheranno di fare in modo che tutto cambi affinché tutto rimanga come prima. Sarà anche responsabilità della Comunità Internazionale prevenire queste possibili "involuzioni". Intanto è evidente che nessuna Ideologia ha saputo far presa sui dimostranti, che hanno già avviato un modo nuovo di fare Politica, basato sul libero scambio di opinioni e sulla condivisione di obiettivi comuni: il che non è certo poco, soprattutto da quelle parti! Ancora troppi Paesi nel Mondo vivono situazioni inaccettabili, ed anche quando sembrano prosperi e moderni, come il Bahrein, dove si corre addirittura un "Gran Premio Automobilistico" di "Formula Uno", vedono la maggioranza della Popolazione Locale sostanzialmente esclusa dalla Vita Pubblica. Non possiamo più far finta di non sapere, ed ormai più nessun luogo è abbastanza lontano da giustificare la nostra indifferenza. Perfino il remoto ed arcaico Yemen è stato coinvolto dalle proteste, che evidentemente esprimono un fermento più vasto e profondo di quel che si potrebbe sbrigativamente ritenere. Il "Nuovo Millennio" deve farci ridefinire i nostri orizzonti, modificare le priorità e ribaltare le "Agende", per portare gradualmente tutti a "standard" minimi di dignità!

* "Islamologo", "Università Cattolica del Sacro Cuore" di Milano