"CIBO GIUSTO..."

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P. ALBERTO CACCARO*
("Mondo e Missione", Maggio 2013)

Vi sono due cose, legate al "cibo", che fatico ad accettare... La prima, è mangiare da solo! Mi succedeva in Cambogia, quando, per ragioni di forza maggiore – e iniziando da zero – , mi trovavo senza anime accanto. Allora cercavo "com-pagnia", cioè qualcuno con cui condividere il pane, perché da solo mangiavo male e in fretta, ma invano... Al punto che, ancora adesso, soffro quando vedo qualcuno, più spesso uomini, seduti soli al tavolo di una Pizzeria, o di una Tavola Calda a buon mercato. Comincio a chiedermi perché sono soli, e perché non hanno qualcuno con cui condividere quel pane! Li penso separati, e lontani da casa... Sento subito un certo disagio: anzi, un certo "disordine"!
La seconda cosa, che non accetto, sempre legata al cibo, è buttarlo via, sciuparlo... Mi pare un insulto verso chi non ne ha, e verso chi lo ha lavorato, preparato o cucinato: la Natura e, più su, Colui che ha creato e donato ogni cosa, Dio! Per questo, ha senso dire: "Grazie!", prima di cominciare a mangiare!
Per me, come per molti, il cibo è, quindi, legame... La tavola è buona se genera legami, e li fortifica, fino alla comunione! Oppure, se genera quel senso di gratitudine perché, in tempo di crisi, mangiare tutti i giorni, o semplicemente avere di che mettere sotto i denti, non è scontato. Se invece ci abbuffassimo, senza dire nemmeno: "Grazie!", sarebbe ancora "disordine". Questo sembra dire
Mariangela Gualtieri, Poetessa dei nostri giorni, quando sente "che il pane è in disordine".... Che "c'è disordine dentro il pane, / e dentro l'acqua"! Sì, c'è "disordine" nel pane, quando sta su una tavola senza legami. C'è "disordine" anche dentro l'acqua, quando la sciupi, come fosse solo tua. C'è "disordine" dentro ogni cosa, se è frutto di un abuso, o di un inganno... O se è piegata all'abuso, e all'inganno! C'è "disordine" nella Creazione, quando è sfruttata, derisa e abbandonata. C'è disordine nelle tavole, e nelle solitudini, dei nostri giorni!
Le
"pagine" che seguono, affrontano il "tema" della "giustizia nel piatto"... Una simile espressione, può avere diversi significati! Per esempio, c'è "giustizia nel piatto", quando ciascuno ha il giusto, ovvero di che mangiare tutti i giorni. Oppure, c'è giustizia quando, sul piatto, vi sono cibi giusti, non inquinati dalla sete di guadagno di uomini, pronti a immettere nel mercato cibi dannosi alla salute, pur di fare quattrini. Mercenari che producono, commerciano, contrabbandano cibi dentro i quali c'è, appunto, "disordine"... O, ancora, quel piatto è giusto quando genera comunione, ed è stato preparato per esprimere amore, confermare un legame, e non solo per nutrire un corpo! Fino a cercare, riconoscere e nutrirsi di quel "Pane giusto", dentro il quale non v'è "disordine", ma giustizia... La giustizia di Dio, per ogni figlio d'uomo!

* Missionario in Cambogia,
e Direttore del Centro Missionario "Pime" di Milano