UNA "CHIESA", CHE ESCE...

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"Se la Chiesa non esce, se il Missionario non esce, se chiunque, fosse un qualsiasi professionista di questo mondo, non esce, si ammala...".

P. ALBERTO CACCARO*
("Mondo e Missione", Febbraio 2014)

Devo ammettere, che una certa distanza dal Paese di Missione, per me la Cambogia, condiziona anche il mio modo di vivere! E la mia Vita Spirituale! Qui in Italia, una certa consuetudine da Comunità Religiosa, una certa burocrazia da ufficio, una certa "auto-referenzialità" da addetti ai lavori, generano quell'accidia egoista, contro la quale ha scritto Papa Francesco, nell'"Evangelii Gaudium"... Al punto che, anche chi «dispone di solide convinzioni, Dottrinali e Spirituali, spesso cade in uno stile di vita, che porta ad attaccarsi a sicurezze economiche, o a spazi di potere, e di gloria umana (...), invece di dare la vita per gli altri, nella Missione» ("Evangelii Gaudium", 80)! Ritengo che una certa distanza del corpo, dalla Missione sul campo, rischi di allontanare anche lo spirito, dall'urgente mandato Missionario. Diminuisce il desiderio di partire, per l'annuncio del Vangelo, e aumenta la preoccupazione per la propria salute... Questo – continua il Papa – genera una «psicologia della tomba, che, a poco a poco, trasforma i Cristiani in mummie da Museo» ("Evangelii Gaudium", 83)! Spesso, le nuove generazioni lavorano, utilizzando "Computer", e strumenti tecnologici. Così, capita anche a me, qui, in Italia! Questo, inevitabilmente, mi sottrae da esperienze sul campo più dirette, e dall'incontro con la gente reale che, soprattutto in tempo di crisi, fatica a far quadrare i bilanci, e custodire i legami... Che fare? Cerco di applicare questo criterio: nell'arco di una giornata, il tempo che spendo davanti ad un "video", non deve mai superare quello che spendo davanti ad un volto! Un volto reale e concreto, davanti a me, non mediato dai "Social Network" che, guarda caso, stanno spopolando, appunto perché rispondono, come surrogati, ad un bisogno vitale, quello di incontrarsi e parlarsi. Ha ragione Papa Francesco: se la Chiesa non esce, se il Missionario non esce, se chiunque, fosse un qualsiasi professionista di questo mondo, non esce, si ammala! Vale per tutti! Una recente indagine, tra un campione di Medici Americani "neolaureati", ha dimostrato che passano, la maggior parte del loro tempo, a compilare cartelle cliniche elettroniche, a ordinare esami di ogni tipo, che li tengono lontani dalle corsie, e dagli ammalati. Alla fine, ai pazienti rimarranno i farmaci, dai quali ci si aspetterà quella cura, che solo i legami famigliari, comunitari e sociali, possono offrire! Con qualche pillola in tasca, ci si sente più sicuri, e affidiamo a un paio di pasticche, sempre pronte, i due ambiti più importanti della vita: la salute, e l'amore... Fossero anche le cosiddette "droghe leggere"! Che dovrebbero alleggerire una vita, troppo pensante! E si vive, medicandosi tutti i giorni... Basterebbe un volto, in carne ed ossa! Come quello, di ciascuno di noi!

* Missionario in Cambogia,
e Direttore del Centro Missionario "Pime" di Milano