UN "CARISMA" VIVO...

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P.I.M.E., Pontificio Istituto Missioni Estere: Sacerdoti e Laici Missionari, dal 1850 per le vie del mondo!

P. ALBERTO CACCARO*
("Mondo e Missione", Agosto-Settembre 2014)

La crisi non risparmia nessuno... Nemmeno noi, Missionari! Eppure, constato ogni giorno che, pur nella difficoltà, i nostri amici, e benefattori, non ci lasciano soli. Sono molte, infatti, le persone che ci seguono e, proprio da loro, ricavo un primo insegnamento: in tempo di crisi, nessuno va lasciato solo! C'è un grande numero di amici, ai quali la crisi non ha spento l'anima: non dimenticano i Missionari, non li lasciano soli... E, i Missionari? È evidente che, tutto ciò, ci provoca ad essere fedeli, alla chiamata di Dio! C'è un segno che, più di ogni altro, dice quanto sia ancora vivo il carisma, di noi Missionari, ed è la partenza... Se il "Pime", dopo 160, e più anni, di storia, invia ancora Missionari, allora, il suo carisma è vivo! Diversamente, la Missione rimarrà sulla carta! Grazie a Dio, lo scorso primo Giugno, presso il "Pime" di Ducenta, alcuni giorni dopo la Beatificazione di Padre Mario Vergara, Missionario morto Martire, in Myanmar, nel 1950, un altro giovane Missionario, Padre Giovanni Tulino, ha ricevuto il Crocifisso, ed è partente per la Cambogia. Mentre, il prossimo 21 Settembre, presso il "Pime" di Milano, altri giovani Missionari riceveranno il Crocifisso, e partiranno, come raccontiamo in queste pagine... Non li menziono, perché vi invito, personalmente, alla Celebrazione! Se, dunque, il "Pime" (o qualsiasi altro Istituto) ancora invia Missionari, ed essi – non importa, di che età – ancora si dispongono a partire, allora, il carisma è vivo? Diversamente, rimane sulla carta! Per questo, Papa Francesco ci ha messo in guardia, contro il rischio di sostituire, all'azione, la semplice informazione: «Abbiamo a disposizione tante informazioni, e statistiche, sulle povertà, e sulle tribolazioni umane! C'è il rischio, di essere spettatori informatissimi (...): di fare dei bei discorsi, che si concludono con soluzioni verbali, e un disimpegno, rispetto ai problemi reali... Troppe parole, troppe parole: ma non si fa niente!». Impressionante! Si può essere informati su tutto, eppure indifferenti, lontani... Ma, di fronte al rischio dell'indifferenza, i Missionari possono rispondere solo con la partenza, imitando Gesù – continua il Papa – , e «diventando presenza, che soccorre: segno, della vicinanza di Dio, che è bontà, provvidenza, e amore!».
Non sempre, l'indifferenza è colpevole, perché, spesso, è generata da un prolungato senso di impotenza, di fronte al continuo bombardamento di notizie drammatiche! Quasi una sorta di difesa, contro ciò che, pur facendoci soffrire, rimane problema irrisolvibile... I Missionari, che partono, non partono per risolvere tutto, ma per testimoniare Gesù, che «passava, facendo bene ogni cosa»! A chi resta, invece, rimane il compito, non solo, e non appena, dell'informazione, ma anche, e soprattutto, della formazione!

* Missionario in Cambogia, e Direttore del Centro Missionario "Pime" di Milano